Italiani alla fame, ma l’ex compagno di Di Maio raddoppia lo stipendio: 180mila euro

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Locali chiusi, cittadini alla fame. Ma la cricca Di Maio non sente la crisi. I cinquestelle si sono rivelati la casta di sottogoverno più affamata della storia repubblicana.E non era impresa facile.

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Proprio oggi l’assemblea degli azionisti di Leonardo confermerà la nomina dei tre candidati proposti dal ministero dell’Economia per il nuovo CDA.

Uno dei tre è un ex compagno di classe di DI Maio. Che è, poi, l’unico merito a catapultarlo lì.

Carmine America, ex compagno di scuola di Di Maio che già lo aveva premiato con una consulenza al ministero dello Sviluppo economico e poi, dal settembre scorso, al ministero degli Esteri in qualità di «Esperto di questioni internazionali, sicurezza e difesa». Come consigliere di amministrazione di Leonardo incasserà come compenso fisso 80mila euro, ma – calcola Gianni Dragoni nel suo blog Poteri Deboli -, a questi vanno poi aggiunti i «gettoni», cioè compensi ad hoc, per i consigli di amministrazione a cui presenzierà, e che faranno lievitare la remunerazione verso i 100mila euro annui. Non male per un 35enne, con alle spalle poche esperienze al di là di quelle ministeriali ottenute grazie all’amicizia con Di Maio, catapultato nel giro di pochi mesi ai posti di comando dell’industria strategica nazionale.

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E non solo. L’incarico di America alla Farnesina scade – si legge nel documento del ministero – con il «termine del mandato governativo». Significa quindi che finché il ministro degli Esteri sarà Di Maio, anche l’ex compagno di liceo resterà lì. E per suggerire al ministro fondamentali strategie internazionali, Carmine America prende dallo Stato 80mila euro lordi all’anno. Che quindi vanno sommati al compenso che riceverà da Leonardo, arrivando quindi a 160mila euro (minimo, senza i gettoni di presenza, con quelli siamo a 180mila euro).

Forse, l’unica esperienza di America è che la ArTer srl di Castello di Cisterna, società del suocero, è fornitrice di Leonardo, di cui ora America è consigliere.

Ci sono conflitti di interesse che minano l’eleggibilità del neoconsigliere? No. Lo ha scritto America nell’autocertificazione.

Il dramma di avere inetti al comando lo abbiamo visto con l’epidemia di coronavirus. Che si sarebbe rivelata molto più gestibile se non avessimo avuto




5 pensieri su “Italiani alla fame, ma l’ex compagno di Di Maio raddoppia lo stipendio: 180mila euro”

  1. Sono una manica di falliti morti di fame, gente di bassissima estrazione sociale che come ha visto i soldi ha perso ogni freno!
    Pezzenti di nascita, piuttosto che tornare indietro si fanno ammazzare!

    1. Una volta che sei lì il denaro non te lo toglie più nessuno in un modo o nell’altro, certo se ne vuoi sempre di più basta diventare figli di puttana da guinness!E comunque il problema sono proprio i soldi, troppi a fronte di zero responsabilità e rischi tanto più che i politici sarebbero nostri dipendenti ma la pitica é l’unico mestiere al mondo in cui é il dipendente a decidere la sua paga.

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