Silvia convertita all’Islam, Vescovo: “Vero cristiano non si converte: ci vogliono dominare con l’immigrazione”

Vox
Condividi!

Monsignor Nicola Bux, già collaboratore di Benedetto XVI, è convinto che i cristiani non debbano temere la persecuzione. E che l’Europa sta correndo un grave rischio.

VERIFICA LA NOTIZIA

Mons. Bux, possibile che Silvia Romano sia stata convertita o magari sia stata manipolata dagli islamici? La giovane sostiene che la sua adesione all’islam sia stata una scelta spontanea..

Il concilio ricorda che la libertà religiosa riguarda l’immunità dalla coercizione nella società civile. Ma anche che ciò lascia intatta la dottrina cattolica sul dovere morale dei singoli e delle società verso la vera religione e l’unica chiesa di Cristo. Una persona cosciente del suo battesimo conosce tutto questo.

Le risuta normale che una persona finita nelle mani di estremisti islamici finisca per convertirsi?

Dipende dal soggetto. Un cattolico dalla coscienza ben formata sa qual è la vera religione e, di conseguenza, che il suo abbandono, cioè l’apostasia è uno dei peccati più gravi. Si badi che l’islam punisce l’apostasia con la morte. Pertanto, il vero cristiano non teme il martirio per Gesù Cristo. Se invece la coscienza non fosse ben formata o facesse ciò per ignoranza, esiste l’attenuante davanti a Dio.

Quale messaggio per l’identità europea arriva dalla storia di Silvia Romano?

Ricordo un documentario prodotto dalla Rai dieci anni fa. L’indimenticabile Luca De Mata lo intitolò Dio: pace o dominio, perché dal reportage in giro per l’Europa aveva ricavato che l’islam stesse avanzando scaltramente, presentandosi come religione di pace, in realtà puntando al dominio del continente. Celebre l’avvertimento dell’allora vescovo di Izmir (Smirne, ndr) agli europei: i promotori islamici dell’immigrazione in Europa pensano: con le vostre leggi vi invaderemo, con la sharia vi sottometteremo. Che vi cooperino gli europei, è masochismo. La Rai dovrebbe riproporre quel documentario in cinque puntate.

Vox

Teme per i cattolici in giro per il mondo?

Dalle statistiche è noto che il cristianesimo cattolico è la religione più perseguitata al globo. Ma i cristiani non temono la persecuzione, perché è la condizione ordinaria del cristianesimo. Gesù Cristo ha detto: “Hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi”. Perciò il cristianesimo vince sempre quando è sconfitto. Papa, cardinali, vescovi, sacerdoti e fedeli lo dovrebbero sapere a memoria, non solo, ma anche che alla fine solo la croce di Cristo vince. Lo ricorda Giovanni Paolo II nell’enciclica missionaria Redemptoris missio.

Quindi?

Quindi, i programmi di neo-umanesimo, di fratellanza universale, di dialogo interreligioso senza Cristo, sono destinati al fallimento. Meglio farebbero le chiese europee a spendere tutte le forze, anche finanziarie, anzi la loro vita, nell’unico compito che Cristo ha affidato loro: far conoscere il vangelo a tutte le genti e chiamarle a conversione. Solo l’estensione della fede cattolica può compattare il globo secondo i tempi di Dio. Questo passerà attraverso la persecuzione, la croce, la vera “teologia della liberazione”.

“Mi mostrarono il materiale propagandistico stampato in arabo, che dal loro paese veniva inviato fino a Londra, documentando il piano di dominio islamico in Europa. Per attuarlo è necessaria l’immigrazione ma anche il proselitismo tra gli europei, specialmente delle Ong, in cui l’identità cristiana o è inesistente o è annacquata. Oggi sappiamo che Londra è in gran parte musulmana, complice anche la pressoché totale sparizione degli anglicani. Ma c’è una pattuglia di cattolici che resiste e vincerà, a costo del martirio”.

Silvia ha scelto di chiamarsi Aisha, come una delle mogli di Maometto…

Chissà se prima di cambiar nome e credo, sapeva che santa Silvia è la madre di san Gregorio Magno. E chissà se conosce quanto conclude uno studioso di prima grandezza, dell’islam e della tradizione araba cristiana, della cui amicizia mi onoro, il gesuita egiziano Samir Khalil Samir – citando il Corano al versetto 228 della sura della Vacca e al 34 di quella delle Donne: “Mentre nella concezione cristiana l’uomo e la donna sono messi su un piano di sostanziale parità,in quella musulmana si stabilisce una differenza a livello ontologico, come affermano ancora oggi gli autori musulmani, che presentano il ruolo della donna nell’Islam spiegando che essa, essendo per sua natura più debole fisicamente, più fragile psichicamente e più emotiva che razionale, è inferiore all’uomo e deve sottostare a lui”.




3 pensieri su “Silvia convertita all’Islam, Vescovo: “Vero cristiano non si converte: ci vogliono dominare con l’immigrazione””

  1. Grande questo vescovo. Vox fate girare l’intervista a tutti i giornali e telegiornali e poco importa se ci danno dei razzisti, che non è vero, così sapranno “che quando è ora il mietitore(Gesù) verrà e separerà il grano, cioè i suoi, dalla pula, che verrà messa a bruciare”. Questo versetto è biblico, non farina del mio sacco, tanto per stare in tema.
    Il problema è che se scompare il cristianesimo e la società da cui essa deriva, scompare qualsiasi forma di libertà individuale, anche di essere atei.

    1. D’accordo sul messaggio di maggiore libertà del cristianesimo rispetto al credo islamico che è sostanzialmente e cristallizzata nella storia una religione di conquista cruenta, senza nulla togliere alla buona fede dei singoli (in parte). Però non penso che il cristianesimo abbia l esclusiva nel garantire un tessuto sociale di libertà. La religione storica Italica , il Mos Maiorum e il patto con la divinita’, erano, ad esempio, sincretisti, coinvolgenti e assolutamente ed in modo lungimirante non cruenti con altri Credo. Questo ovviamente al netto dello scontro col cristianesimo, ma questa è un ‘altra storia che andrebbe ripercorsa. 🇮🇹

  2. “Il concilio ricorda che la libertà religiosa riguarda l’immunità dalla coercizione nella società civile. Ma anche che ciò lascia intatta la dottrina cattolica sul dovere morale dei singoli e delle società verso la vera religione e l’unica chiesa di Cristo. Una persona cosciente del suo battesimo conosce tutto questo.”: é proprio il CVII il vero problema del Cristianesimo, e ciò che ne sta causando la scomparsa.

I commenti sono chiusi.