Locali italiani chiusi, quelli di immigrati aperti: “Per loro il lockdown non esiste” – VIDEO

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Migranti accalcati fuori dai minimarket e bivacchi nelle aree verdi, a Barriera di Milano, periferia nord di Torino. Montaruli (FdI): “Basta la regola dei due pesi e due misure”

Roberto, 25 anni, è titolare di una delle poche attività italiane di Barriera di Milano, alla periferia nord di Torino. Nessuno dei locali etnici intorno a lui ha abbassato la serranda, vengono considerati alla stregua di supermercati, “in realtà si sono trasformati in luoghi di ritrovo per stranieri che bivaccano con la birra in mano”, denuncia Roberto. “Loro possono fare quello che vogliono, hanno sempre fatto come gli pareva, mentre noi non sappiamo neppure se ce la faremo a riaprire”, spiega. “Per loro il lockdown non esiste”. E i migranti sono liberi di bivaccare.

“Serrande abbassate, aziende chiuse, lavoratori che temono purtroppo per il proprio stipendio. Molti già non lo ricevono, e in alcune città addirittura è impedito il takeaway, così come avviene a Torino. Si dice perché occorre impedire gli assembramenti. Ma noi lo denunciamo da tempo, gli assembramenti già ci sono: basta fare un giro nelle nostre periferie per rendersene conto. Avvengono alla luce del sole. Davanti agli occhi di tutti. Impuniti”, spiega la Montaruli. Nelle video denunce arrivate alla parlamentare si vedono decine di migranti accalcati sull’uscio dei minimarket, senza mascherine né guanti. Il viavai è continuo e delle forze dell’ordine non c’è traccia.

“Questa gente – attacca la deputata – se ne frega della sofferenza e dei sacrifici che stanno facendo le persone perbene”. “Non possiamo accettare tutto questo: dal ministro degli Interni fino al sindaco Appendino, le istituzioni devono prendere provvedimenti e controllare il territorio impedendo gli assembramenti. Basta la regola dei due pesi e due misure”.

Verrà il giorno del DPCM etnico. E non potranno dirci che “non si può fare”.




Vox

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