Nigeriano sbarca a Lampedusa e inizia a stuprare: poi 2 violenze in 2 giorni

Vox
Condividi!

Ogni volta ha evitato l’espulsione perché dopo ogni violenza doveva attendere il processo. Ovviamente, a piede libero.

E’ stato arrestato martedì sera. Si tratta del solito nigeriano, un senzatetto di 22 anni con diversi precedenti di polizia. Anche per violenza sessuale.

A dare il via alle indagini sono state le due denunce, arrivate entrambe solo il lunedì mattina. La prima a presentarsi al Commissariato è stata una 53enne. Era stata aggredita con estrema violenza da un africano, sui 30 anni e alto circa 1.75. L’assalto si è consumato intorno alle 11 di sabato, mentre transitava dal sottopassaggio.

A un certo punto dietro di lei si è materializzato l’immigrati: afferrata e sbattuta contro un muro. Poi, mentre con l’indice poggiato sulle labbra le intimava di non urlare, ha provato a metterle le mani dentro ai pantaloni. Prima che la 53enne riuscisse a trovare la forza per defilarsi e fuggire via, terrorizzata.

Poco dopo aver raccolto la prima denuncia, davanti ai poliziotti si presenta una seconda vittima: una 22enne. La ragazza spiega di essere stata aggredita mentre andava al lavoro quasi all’uscita di un sottopassaggio alle 7.30 di domenica.

Anche lei bloccata da dietro, le mani sul seno. Strattonata cercando di buttarla a terra. Ha cercato di stuprarla ma, tra calci e pugni, la giovane è riuscita a liberarsi: un rumore proveniente dalla strada aveva distratto il nigeriano.

Dopo aver ascoltato il racconto delle vittime, gli agenti si sono mossi per cercare di bloccare il giovane, che gravitava spesso nel quartiere, in particolare, nei pressi del sottopasso teatro delle due violenze sessuali.

Vox

Le vittime hanno poi riconosciuto il loro molestatore tra le varie foto di un album fotografico mostrato loro dagli investigatori.

Martedì è stato rintracciato dai poliziotti. Il nigeriano è accusato di violenza sessuale ma anche di resistenza a pubblico ufficiale perché quando ha capito di essere pedinato dalla volante è fuggito a piedi e poi ha tentato in tutti i modi di liberarsi dall’arresto.

VERIFICA LA NOTIZIA

La sua storia in Italia è quella tipica dell’immigrato arrivato col barcone. Clandestino, la sua permanenza è costellata di reati dello stesso tipo: resistenza e violenza sessuale. Ma niente espulsione, aveva chiesto asilo.

Nel Sistema d’Indagine della polizia compare per la prima volte il 21 gennaio 2019. Era stato accusato di atti persecutori ai danni di una donna che lavorava in un centro d’accoglienza straordinaria di Palermo. Presumibilmente l’aveva conosciuta lì, dopo il suo arrivo via mare in Sicilia.

Questo ha iniziato a tentare di stuprare appena sbarcato, e invece di rimandarlo in Nigeria è sempre in Italia. Roba da matti.

Per tutto il 2019 ha collezionato tre denunce per resistenza a pubblico ufficiale. Poco più di un mese fa, il 14 marzo, era stato indagato per aver molestato e palpeggiato una donna nei pressi di un supermercato di Tradate, in provincia di Varese. E ancora pochi giorni fa: era stato portato in questura a Milano per essere identificato. Poi negli uffici di via Fatebenefratelli aveva opposto la sua classica resistenza. Ora per il lui, mai espulso probabilmente perché costantemente sotto processo, si sono aperte le porte del carcere.

Più uno stupra meno ti espellono. Perché i magistrati geni devono processarti ma non ti tengono in carcere. Stato di merda.




5 pensieri su “Nigeriano sbarca a Lampedusa e inizia a stuprare: poi 2 violenze in 2 giorni”

  1. Le risorse!!! magari alla fine del tunnel qualche megera rossa radical potrebbe dire che è stata una giornata fortunata.
    Io personalmente avrei proposto la castrazione e ritorno in patria , un messaggio chiaro ai suoi compatrioti!!
    Lampedusani fieri isolani, iniziate a prenderli e rigettateli in mare se non volete che questi scopano anche le Vs nonne.

I commenti sono chiusi.