“Vogliamo più cibo per il Ramadan”: Rivolta immigrati in quarantena in hotel

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Esigevano di festeggiare il Ramadan con più cibo. E’ scoppiata così la rivolta degli immigrati in quarantena nell’hotel Capannelle.

L’albergo ospita gli extracomunitari infetti trasferiti in quarantena nella struttura dopo i casi di Corononavirus al Selam Palace della Romanina e dal centro accoglienza di via Codirossoni a Torre Maura.

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La protesta è scattata ieri sera ed è andata avanti nella notte.

La denuncia di Carmen Pizzirusso, rappresentante delle associazioni dei commercianti del VII Municipio.

“La miccia è partita da un immigrato e poi tutti gli altri hanno iniziato a urlare fuori dalle stanze, tutti insieme e senza mascherine”, come riferisce in un post su Fb la vice presidente del Comitato di quartiere Statuario Capanelle, Manuela Rella.

Solo l’intervento di polizia, carabinieri, di alcune camionette dell’Esercito di rinforzo ai soldati che presidiano l’albergo e una quindicina di operatori sanitari ha fermato la rivolta.

I medici sono intervenuti con quattro ambulanze: gli operatori sanitari con tute bianche in assetto da biocontenimento perché all’interno della struttura sono presenti diversi casi di contagiati.

Sono settimane che il governo trasferisce in zona, di nascosto, decine di immigrati infetti.

Ma ecco la cronaca raccontata dalla vicepresidente del comitato di quartiere, Manuela Rella.

“Dalle ore 20 è iniziata una protesta vivace da parte di alcuni “ospiti” della struttura (non si è capito il motivo) – scrive Manuela Rella su Fb -. Le operatrici Asl hanno chiamato i militari, che a loro volta hanno chiamato polizia e carabinieri. La protesta all’interno è degenerata e le persone in quarantena erano tutte fuori dalle stanza senza mascherina. La polizia ha avuto conferma dalle operatrici Asl che ci sono persone positive e così ha deciso di non intervenire, non avendo gli strumenti idonei per entrare in contatto con persone positive al Covid-19. Le operatrici Asl hanno deciso di far portare via uno degli ospiti (quello che da tre giorni sta creando problemi di notte). Essendo positivo hanno chiamato l’ambulanza. È arrivata un’ambulanza, una seconda, una terza , una quarta … sono arrivate sette auto della polizia, due dei carabinieri … nessuno si voleva prendere la responsabilità di entrare e portare via il tipo. Dopo varie discussioni tra gli operatori alle ore 00.30 sono riusciti a portare via l’ospite positivo al covid (pure molto agitato). Quasi cinque ore per far tornare normale la situazione:
..Cronaca di una serata a Statuario…” conclude la vicepresidente del Comitato di quartiere che annuncia che “il Cdq chiederà nuovamente chiarimenti sull’Hotel Capannelle avendo saputo questa sera che ci sono positivi mentre ad oggi era stato detto il contrario”.

“Stamattina inoltre ho sentito la presidente del VII Municipio Monica Lozzi – spiega Manuela Rella – che ha chiesto alla sindaca Virginia Raggi e al prefetto di Roma, di bloccare gli arrivi nell’Hotel fino a quando non si sarà calmata la situazione, anche se stamattina un altro ospite è già arrivato”.

“Il comitato di quartiere è molto preoccupato, fin dalla “riconversione” dell’Hotel, che è partita il giorno di Pasqua all’insaputa di tutti – continua Manuela Rella -, compreso le istituzioni del Municipio, e quindi i cittadini temono per la salute e per la sicurezza di tutti quanti, sia residenti, che personale che lavora all’interno e per gli stessi ospiti, perché l’albergo, per come è strutturato è un hotel, e non un centro covid, dove operano 2 sole operatrici Asl e 2 militari dell’Esercito fuori che presidiano. Cosa succederà il 4 maggio, con la riapertura dopo la fine del lockdown, quando anche gli immigrati ospiti potranno liberamente circolare, nonostante la presenza all’interno di persone positive al Covid-19?”.

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“Basta buonismi ma rimpatrio immediato per i migranti che, evidentemente non paghi del vitto e alloggio in un hotel a 4 stelle offerto dalla Regione Lazio, stanno letteralmente disturbando con comportamenti incivili la quiete pubblica di numerosissimi cittadini del quartiere Statuario a Roma che loro sì stanno scontando la quarantena”, tuona a chiare lettere Daniele Giannini. Il consigliere regionale della Lega, già autore di un’interrogazione in merito all’Hotel Capannelle all’indirizzo del governatore Zingaretti e dell’assessore alla Sanità Alessio D’Amato, ha chiesto spiegazioni sull’eventuale positività, sullo svolgimento dei tamponi e sulla provenienza degli immigrati: “Una vergogna insomma senza precedenti che ci vedrà costretti a una imponente manifestazione proprio sotto quell’albergo già il 4 maggio se la situazione non si sarà risolta prima”.

Una mancanza di informazioni che non è più tollerabile e che presto potrebbe sfociare in una vera e propria protesta di piazza: “Già ieri una quarantina di residenti, giustamente preoccupati, si sono ritrovati presso la struttura attirati da urla e schiamazzi e dall’intervento delle forze dell’ordine e degli operatori della Asl”. Pertanto Chiara Colosimo (consigliere regionale di Fratelli d’Italia) e Fulvio Giuliano (vicepresidente del Consiglio del VII municipio) hanno chiesto all’Amministrazione regionale, all’agenzia della protezione civile e alla Croce Rossa di “non fuggire più dalle proprie responsabilità”, spiegando in maniera chiara “cosa sta succedendo, per quanto tempo deve durare e come si intende procedere visto che, se fossero veramente pazienti in quarentena, il periodo stabilito sta per scadere”.




4 pensieri su ““Vogliamo più cibo per il Ramadan”: Rivolta immigrati in quarantena in hotel”

  1. Ma non servivano le tutine, gli scaricavano da lontano un bel caricatore… e sedavano la rivolta sul nascere. Comunque meglio se gli animi si infervorano alla fine così non si può continuare!

  2. Gli infetti NON si mettono MAI negli alberghi.Possono scappare ed andare in giro ad impestare persone per bene.Si mettono in appositi campi chiusi da alte mura senza porte e sorvegliati da personale armato.

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