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Fase 2: Conte apre le gabbie ma tiene il guinzaglio

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L’11 marzo Giuseppi dichiarava “zona rossa” tutta Italia. “L’Italia sarà una zona unica, una zona protetta”, diceva di fronte a milioni di telespettatori attoniti. Dopo due mesi inizierà la ‘fase 2’, che si discosta di poco dalla fase 1.

Tendenzialmente, in questi due mesi non si è fatto nulla per evitare che la riapertura possa far risalire il contagio: ci siamo chiusi in casa, ma il virus è sempre tra noi, aumentando di nuovo la frequenza degli incontri è inevitabile che riprenda il contagio.

A meno che il contagio non fosse destinato, da solo, a morire di caldo. La verità è che la quarantena doveva durare 15 giorni per frenare l’escalation dell’epidemia. Poi si doveva passare in tutta Italia tranne la Lombardia alla normalità. Alla normalità con precauzioni come la mascherina obbligatoria. Tutto il resto è stato inutile.

Non c’è mai stato alcun rischio che sotto la l’Emilia Romagna si ripetesse nelle altre regioni lo stesso evento drammatico con l’epidemia fuori controllo accaduto in Lombardia e nelle regioni confinanti. Dove si era potuto diffondere senza controllo per settimane, era impossibile che facesse lo stesso nel resto d’Italia una volta che chiunque con sintomi da coronavirus sarebbe stato isolato e testato.

“Inizia per tutti la fase di convivenza con il virus”. Con queste parole Giuseppe Conte, questa volta puntuale, apre la conferenza stampa sulla Fase 2 dell’emergenza coronavirus. “Siamo consapevoli che con questa fase la curva del contagio potrebbe tornare a risalire. 1 contagiato su 4 è a causa delle relazioni familiari, per questo – ribadisce il presidente del Consiglio – bisogna osservare le misure di contenimento”.

Dal 4 al 18 maggio “sì a visite
congiunti con distanze, no spostamenti
tra Regioni. Febbre +37.5? A casa. Sì a
sport e parchi pubblici. Riaprono mani-
fattura,costruzioni,commercio a ingros-
so.No Messe,sì funerali,max 15 persone”

“Dal 18 maggio potrà riaprire il com-
mercio al dettaglio. Apriranno anche le
mostre, i musei e biblioteche, nonché
anche gli allenamenti di squadra”. Così
il premier Conte da Palazzo Chigi rife-
rendo le nuove misure per l’emergenza
sanitaria. E il “1 giugno potranno ria-
prire bar, ristoranti e parrucchieri”.

Vox

“Le scuole saranno chiuse fino alla fi-
ne dell’anno scolastico:potrebbe essere
possibile far svolgere l’esame di Stato
con misure” adeguate.Ci saranno “misure
per le famiglie in difficoltà per via
delle scuole chiuse”.

Ecco il nuovo dpcm valido dal 4 al 18 maggio.

Le mascherine? Obligatorie
Le mascherine diventeranno obbligatorie per prendere i mezzi pubblici, a bordo degli aerei, sui treni, sui bus e nei luoghi chiusi. In ogni caso, quando non è possibile mantenere la distanza di un metro, bisogna sempre avere la mascherina. Quindi pure dal parrucchiere e dall’estetista. Ma anche ai funerali e durante gli incontri.

Le mascherine chirurgiche costeranno 50 centesimi. Il premier Conte, quindi, spiega che ci sarà un prezzo calmierato e che il governo toglierà l’Iva sulle mascherine.

Come cambiano gli spostamenti (con l’autocertificazione)
Dal 4 maggio, resta l’obbligo dell’autocertificazione per gli spostamenti all’interno del Comune o della Regione. Cambierà il modulo e ci saranno molte più possibilità per muoversi all’interno del proprio Comune e della propria Regione. Non è, invece, ancora possibile spostarsi da una regione all’altra. Novità: è possibile spostarsi dal luogo in cui ci si trova verso quello di domicilio o di residenza. Gli studenti o i lavoratori o chiunque altro rimasto bloccato in un’altra città dal lockdown, quindi, potrà fare ritorno a casa.

L’autocertificazione resta. Il motivo? Dal governo temono che i cittadini, vedendo l’allentamento delle misure del prossimo 4 maggio, possano credere che l’emergenza sia finita. L’autocertificazione, quindi, resta per almeno due settimane. Il foglio che permetterà i nostri movimenti, oltre a contenere come “giustificazioni” lavoro, salute, stato di necessità, ne vedrà una quarta: visita a congiunti.

Ritornano gli incontri
Il vedersi e l’abbracciarsi sono (forse) i due gesti che sono più mancati agli italiani durante il periodo di lockdown. Dal 4 maggio ci sarà una prima apertura al ritorno ad incontrarsi. Arriva, infatti, l’autorizzazione a vedere familiari stretti, genitori, sorelle, fratelli e nonni. Ma attenzione: questo non vuole dire che sono consentiti party e riunioni di famiglia. Anzi, bisogna prestare la massima attenzione e portare la mascherina.

Concesso l’accesso ai parchi e ville pubbliche. Ma è necessario mantenere le distanze di sicurezza.

Bar e ristoranti (per il momento) solo d’asporto
In attesa della riapertura di bar e ristoranti (probabilmente non prima della fine di maggio) viene confermata la possibilità di fare ristorazione con le modalità di vendita da asporto oltre che di domicilio. “Ma nessuno pensi che siano consentiti assembramenti davanti” agli esercizi: “Occorrerà mettersi in fila, entrare uno alla volta e il cibo si consumerà a casa, non davanti” al ristorante.

I negozi aspettano ancora
Per gli esercizi commerciali al dettaglio la riapertura è fissata per il 18 maggio. Su richiesta del Comitato tecnico scientifico si è ritenuto di programmare step di riapertura di 14 giorni per verificare gli effetti di ogni riapertura. I parrucchieri, barbieri ed estiste – in generale tutti i centri per la cura della persona – apriranno non prima del primo giugno.

Ripartono le attività produttive all’ingrosso
Confermato il calendario della ripartenza delle attività produttive. Il 4 maggio si partità con il comparto manufatturiero, edilizia e cantieri, commercio all’ingrosso funzionale a queste filiere. Dovranno essere rispettate tutte le norme di sicurezza.

Cambiano i funerali
Dal 4 maggio potranno essere nuovamente celebrati i funerali, ma solo con i familiari stretti, non più di 15 persone, e tutti dovranno indossare la mascherina. Non si potranno, invece, celebrare le messe.

Ok allo sport all’aria aperta
Sarà consentita la ripresa dell’attività motoria non più soltanto nei pressi della propria abitazione, ma anche qualche isolato più in là. È obbligatorio rimanere sempre soli o a distanza l’uno dall’altro di due metri, con la sola eccezione di persone conviventi nella stessa casa. Via libera anche all’attività motoria con i figli o alle passeggiate con persone non autosufficienti.

Potranno riprendere ad allenarsi anche gli atleti professionisti delle attività individuate dal Coni, rispettando le norme di distanziamento e allenamenti a porte chiuse. Gli sport di squadra riprenderanno il 18 maggio.

Le Regioni “dovranno costantemente informaci sull’andamento della curva epidemiologica” e sulle strutture ospedaliere “per informarci di evntuali criticità”.




3 pensieri su “Fase 2: Conte apre le gabbie ma tiene il guinzaglio”

  1. All’estero, dove vivo io, non hanno mai vietato l’accesso nei parchi, nemmeno nella fase peggiore del contagio.

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