La dittatura del DPCM continua: “Chiusi in casa fino a MAGGIO”

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La dittatura del DPCM continua:

Dopo aver ricevuto il parere del comitato tecnico scientifico, che ha consigliato la massima prudenza in merito alla Fase 2, Giuseppe Conte si è messo a lavoro sul nuovo decreto. Quello attualmente in vigore scadrà il 13 aprile e fondamentalmente dovrebbe essere prorogato. Stando alle indiscrezioni raccolte dall’Adnkronos, oggi si è tenuta una riunione tra il premier e i capidelegazione dei partiti di maggioranza per discutere del prossimo Dpcm. Il lockdown dovrebbe essere confermato per altri 15 giorni, anche se le misure di contenimento potrebbero subire un lieve allentamento. Si parla infatti di consentire alcune vendite al dettaglio, ma il grosso delle restrizioni dovrebbe rimanere pressoché invariato. Una scelta che s’inserirebbe nell’ottica di evitare un rimbalzo di contagi proprio adesso che l’Italia ha superato il picco e ha imboccato un trend positivo, seppur lento. Fonti di governo hanno riferito all’Adnkronos che il premier organizzerà altre riunioni prima del fine settimana, in modo da definire i dettagli del nuovo Dpcm.

Il fatto è che non c’è alcun trend positivo. C’è un trend che sarebbe stato identico o forse migliore nel caso in cui ci avessero lasciato uscire di casa evitando assembramenti.

Per non parlare se avessimo avuto in dotazione mascherine. In quel caso le fabbriche sarebbero già riaperte.

Resta il fatto che il Paese non reggerà chiuso fino a maggio. E’ tempo di ribellarsi alla dittatura del DPCM: dove diavolo è l’opposizione?




2 pensieri su “La dittatura del DPCM continua: “Chiusi in casa fino a MAGGIO””

  1. se andiamo avanti così con le aziende chiuse chi pagherà gli stipendi dei lavoratori? quante PMI andranno in fallimento? quante fabbriche chiuderanno e delocalizzeranno? quanti disoccupati ci troveremo in breve tempo? Ah già, dimenticavo che Grillo e i 5S vogliono la decrescita felice, che in queste condizioni felice proprio non lo sarà

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