Porro: inquietanti similitudini tra il mondo di Orwell e Conte

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Il conduttore di Quarta Repubblica, sul suo profilo Twitter, si è sfogato: “Nel 1948, Orwell ci disegna un mondo orribile. Schermi che controllano i cittadini a casa e per strada. Professori universitari chiamati a far parte di commissioni presso il ministero dell’Innovazione. Gli ‘psicoreati’. Vi ricorda qualcosa?”.

“I runner – scrive il giornalista – sono diventati dei delinquenti in calzoncini, ma fino a ieri il Ministero della Verità ci aveva spiegato che un po’ di moto ci salvava dalla morte per sedentarietà. Ma, come in Orwell, il passato si cambia a piacimento. Si dimenticano Burioni&Speranza che minimizzavano o Conte che negava l’emergenza: ovviamente non sono i soli. Vale tutto”.

Sostituite gli schermi con i dementi che dai terrazzi scrutano eventuali mamme con passeggino e le App che tracciano i telefonini, il Ministero della Verità con la task force anti-fake news infarcita di utili idioti da sempre al guinzaglio della sinistra e lo psicoreato con le autocertificazioni del guitto Conte. E’ un regime da ridere. Ma pur sempre un regime.

I regimi si abbattono. Non si assecondano.




3 pensieri su “Porro: inquietanti similitudini tra il mondo di Orwell e Conte”

  1. Lo pensavo anche io. Basta vedere il film e ci si riconosce come l’italiano medio, massacrato dal regime totalitario. Solo che i nostri sono travestiti da democratici. Ancora peggio. Ipocriti

  2. Se ci fosse una dittatura antiprogressista sui temi etici e morali, che difende l’identità etnica e nazionale del paese dall’immigrazione afroislamica, ci vivrei benissimo e non avrei motivo per ribellarmi.

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