Pestato da detenuto tunisino, infierisce con lametta: agente in ospedale

Condividi!

Nuovo grave episodio di aggressione da parte di un detenuto extracomunitario ai danni del personale di polizia penitenziaria impegnato nell’esercizio delle proprie funzioni, la notizia arriva stavolta dal carcere del Bassone di Como.

Pestato da detenuto tunisino, che infierisce con lametta: agente in ospedale

Lo straniero, un tunisino da tempo noto nel penitenziario per episodi di violenza e di sprezzo delle regole, minacciava di darsi fuoco. Furioso in seguito ad un colloquio avuto con il servizio di sorveglianza generale, una volta fatto ritorno nella propria sezione di appartenenza, il magrebino aveva deciso di inscenare una forma di protesta.

Quando, tuttavia, i poliziotti si sono avvicinati a lui per convincerlo a desistere dai suoi propositi ed impedire che potesse farsi del male, il facinoroso li ha aggrediti. “Si è letteralmente scagliato contro tutti colpendo a destra e a manca, del tutto fuori controllo e senza sentire alcuna ragione o dimostrare un minimo di disponibilità al dialogo”, racconta Patavina, come riportato da “Ciao Como”.

Dopo aver colpito uno degli agenti in pieno volto con un forte pugno, il nordafricano ha impugnato una lametta da barba che aveva occultato per infierire ulteriormente su di lui, riuscendo a ferirlo all’altezza del sopracciglio. Grazie al pronto intervento dei colleghi, per fortuna, è stato possibile limitare i danni e far in modo che la situazione non degenerasse ulteriormente, ma il ferito più grave è dovuto ricorrere comunque alle cure del pronto soccorso dell’ospedale di Cantù. A causa del trauma contusivo e della ferita da taglio ha ricevuto una prognosi di 25 giorni. Feriti, anche se in modo più lieve, anche gli altri due poliziotti aggrediti dal magrebino, i quali hanno riportato delle tumefazioni.

Anche il segretario regionale aggiunto Uspp Giuseppe Cesta è intervenuto per esprimere la propria solidarietà e condannare il gesto e il dramma dei poliziotti nei penitenziari. “Non basta l’emergenza Covid-19, non bastano le rivolte e le proteste da parte dei detenuti, la maggior parte strumentali. Continuano le aggressioni all’interno degli istituti penitenziari. Eventi talmente ordinari ormai che sembra non facciano più notizia”, attacca Cesta.

“La gestione dei detenuti presso la casa circondariale di Como è già critica, ma il livello raggiunto oggi è inaccettabile e urgono interventi seri ed incisivi da parte dell’amministrazione. Altro che “detenuti preoccupati” per l’emergenza sanitaria. Qui siamo di fronte a soggetti che non hanno rispetto per nessuno, non hanno rispetto per le regole ordinarie, figuriamoci per quelle legate ad eventi straordinari come quello che stiamo vivendo”, aggiunge ancora. “Individui che disprezzano lo Stato, rappresentato dalla polizia penitenziaria, e calpestano i principi costituzionali cui si ispira la detenzione che, viceversa, dovrebbero essere valorizzati”, conclude.




4 pensieri su “Pestato da detenuto tunisino, infierisce con lametta: agente in ospedale”

  1. Come mai gli italiani li pestano e da questi si fanno pestare? Forse avranno l’ordine di non toccarli, un po’ come Igor il russo. Galera a vita. Io sono cotro la violenza ma se questi si comportano così, li si tiene in carcere per un bel po, poi poi si può parlare di reinserimento graduale nella società, ma solo dopo trenta anni, non come la scarcerazione degli zingari dopo 7 anni, dall’ omicidio di un vigile urbano. Preferisco paga le tasse per costruire carceri piuttosto che vadano a finire, giustamente a risarcire vittime e/o loro parenti perché i giudici sono politicamente corrotti. La cosa vi sembra scontata ma molti magistrati fanno così perché la gente di fronte a queste sentenze fa ricorso, nei gradi di giudizio, ma non tutti hanno i soldi per farlo e molti sono costretti a rinunciare.

  2. Più che “valorizzati” direi… termovalorizzati! Questo stava facendo tutto da solo e lo hanno fermato! Porcal’oca. Quasi quasi, se ho tempo, una telefonatina di scherno al direttore del carcere ci può stare.

Lascia un commento