Lo scandalo: “63 milioni di mascherine distrutte per fare spazio ai migranti”

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Decine di milioni di mascherine, che avrebbero potuto essere usate per combattere la pandemia di coronavirus sono state distrutte, a partire dal 2015, per fare spazio ai migranti. Non in Italia, per una volta, ma in Belgio.

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Dopo lo scandalo, Maggie De Block, ministro belga dell’Immigrazione, ha ammesso che le mascherine sono state distrutte, ma perché avevano superato la data di scadenza e non erano più utilizzabili.

Ma Marc Caekebeke, ufficiale dell’esercito, ha invece confermato che il motivo principale per cui sono state distrutte è stato quello di rendere disponibili più strutture per i migranti in arrivo. “Non è corretto”, ha detto Caekebeke in risposta all’affermazione di De Block, secondo un rapporto di DeMorgen. “I magazzini erano asciutti e chiusi. Lo stock in ottime condizioni”.

Il virologo Marc Van Ranst ha riconosciuto che la data di scadenza era passata, ma ha spiegato che la data “si applica in modo elastico. Sì, non avremmo più potuto usarle negli ospedali, ma sarebbero state molto utili per la polizia, e tanti altri settori, oggi.”

Oltre 63 milioni di mascherine sono state distrutte dalle autorità belghe tra il 2015 e il 2018.

Per fare spazio agli immigrati.




Vox

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