E’ stato il Governo ad impedire la zona rossa nella bergamasca: c’è circolare Viminale

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L’Istituto superiore di sanità aveva suggerito di istituire la Zona Rossa tra Alzano e Nembro, ma non fu istituita.

Da qualche giorno è scontro tra Governo e Regione Lombardia sulla responsabilità.

In realtà, non c’è alcun dubbio su chi sia responsabile di quanto accaduto. Sulla strage nelle valli bergamasche. Lo si può ricostruire con grande semplicità.

Basta tornare a quei giorni. Basta chiedere al sindaco di Alzano. Lui la zona rossa la voleva. L’aveva invocata: inutilemnte.

«La nostra idea era di fare un grande sacrificio subito per essere liberi prima: se ci avessero ascoltati, le cose sarebbero andate diversamente».

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Il sindaco di Alzano Lombardo (Bg), Camillo Bertocchi, 43 anni. Epicentro dell’epidemia di coronavirus che ha falcidiato la provincia di Bergamo. Ha ricostruito quei giorni.

«Cinque solo l’altra mattina. Più di 50 nei venti giorni di emergenza. L’anno scorso, nello stesso periodo, furono otto. Mi è venuta la curiosità di capire se il virus fosse già arrivato a fine 2019, ma i dati da dicembre a febbraio erano in linea. Ora sono esplosi: la conseguenza dei contagi di fine febbraio».

«Fin dal 23 febbraio abbiamo capito la gravità della situazione. Ed eravamo tutti per la linea rigida, ribadita anche il giorno 25, nonostante gli allentamenti a livello nazionale. Da noi bar chiusi anche dopo le 18. Ma vuol sapere una cosa? Non solo siamo stati criticati dagli operatori, ci è arrivato pure il richiamo dal ministero degli Interni tramite una circolare della prefettura che vietava ai sindaci di prendere misure. Chiedevamo rigore e chiarezza, non volevamo disorientare il cittadino. Il territorio va ascoltato: non era il segnale di un sindaco, ma di sette, da Torre Boldone ad Albino».

Quindi, il Viminale ha impedito ai sindaci nell’epicentro dell’epidemia di chiudere i centri di aggregazione.

Ricorda i giorni di attesa, cercando di capire se quella benedetta zona rossa si sarebbe fatta. Prima incontrando l’ostilità di quelli che gridavano lo slogan Riprendiamoci le città, poi, quando tutti i buoi erano scappati dalla stalla, osteggiati dagli imprenditori che non volevano mollare: «eravamo sospesi. Quattro giorni assurdi, senza il minimo rispetto istituzionale. Poi, dal decreto dell’8 marzo, abbiamo capito che la linea era cambiata: non più contenere, ma rallentare il contagio. A quel punto c’era il “rischio rilassamento”: lungo il fiume Serio la gente passeggiava come niente fosse».

Insomma, il Viminale è intervenuto per impedire la chiusura dei locali pubblici. E stiamo ancora a chiederci chi ha impedito la zona rossa nella bergamasca? Su chi ha le mani sporche di sangue?

Adesso basta, ognuno si assuma la sua responsabilità. Anche sulla mancata decisione di fare la zona rossa ad Alzano e Nembro, una chiusura che probabilmente avrebbe salvato centinaia di vite nella bergamasca, una chiusura di competenza esclusiva statale.

Noi – precisa il vicepresidente del Senato, Roberto Calderoli – abbiamo chiesto la zona rossa a inizio marzo, c’è una mia richiesta, ripresa da tutte le agenzie di stampa, del 7 marzo, ed è solo l’ultima di una mia serie di richieste a riguardo, senza contare una mia interrogazione parlamentare depositata in Senato il 29 gennaio, rivolta al ministro della Salute per chiedere maggiori misure di controllo e prevenzione in Lombardia.

Il Governo ha perso un mese, a febbraio, per prevenire il contagio, e poi il Governo ha deciso di temporeggiare per giorni sulla zona rossa ad Alzano e Nembro.
La Lombardia sta pagando sulla sua pelle, sulla pelle dei suoi cittadini, gli errori commessi da chi aveva la responsabilità di decidere a livello nazionale: li stiamo pagando noi, con i nostri morti.
Ora non si scarichi sulla Lombardia la responsabilità politica e morale degli errori commessi dal Governo perché la creazione di una zona rossa è una competenza esclusiva statale. Chiaro?




3 pensieri su “E’ stato il Governo ad impedire la zona rossa nella bergamasca: c’è circolare Viminale”

  1. Su Stasera Italia hanno mostrato le varie app per i telefonini per monitorare i positivi. Copiare il “modello” di wuhan. Un vero e proprio incubo, ne palavo ieri sera. Incominciano i positivi poi….

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