Coronavirus in palazzo occupato da centinaia immigrati: circondato da esercito, allarme

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I palazzi occupati da immigrati sono una bomba epidemica che ci scoppierà in faccia. A Roma sono decine.

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Il Selam palace, nel VII Municipio della Capitale, zona Romanina, è occupato da centinaia di africani. Un certo numero di occupanti del palazzo è già risultato positivo al Coronavirus.

Così, stamattina, camionette dell’Esercito sono arrivate per isolare la struttura. Lì abitano 350-400 immigrati provenienti da Eritrea, Etiopia, Somalia, e altre zone dell’Africa. La crème.

ROMA: ESERCITO DI 5 MILA CLANDESTINI OCCUPA EDIFICI, SPACCIO E DEGRADO DILAGANO

La notizia del contagio ha fatto scattare, in ritardo, l’allerta sanitaria. Invece di tenere chiusi in casa gli italiani, sarebbe il caso di rimpatriare i clandestini.

Dopo aver ospitato la facoltà di Lettere di Tor Vergata il palazzo al civico 8 di via Cavaglieri, di proprietà di Enasarco, è stato occupato dal 2006.

Dal 2016 fa parte della lista dei 90 immobili da sgomberare. Ma dopo l’uscita di Salvini dal governo gli sgomberi sono sospesi. E, comunque, avverrebbero solo spostando gli occupanti in case popolari.

Entrare è pressoché impossibile, fra vedette e controlli ai cancelli. Dall’anno dell’occupazione dello stabile la cronaca capitolina è rimasta punteggiata da risse, accoltellamenti, incendi, suicidi e morti sospette, tutte avute luogo dentro la struttura.

ROMA…ESPLODONO ANCHE CENTRI RACCOLTA MIGRANTI.

Posted by Giuseppe Toscano on Tuesday, April 7, 2020




5 pensieri su “Coronavirus in palazzo occupato da centinaia immigrati: circondato da esercito, allarme”

  1. Allora, stasera mi sono fatta un fegato cosi. Hanno dato una percentuale su rai3 di gradimento italiano di conte e delle sue decisioni del 72% ripeto!!! del 72% vuol dire che persino tra noi, qua su Vox, qualcuno ha votato “si”
    Se lo becco gli faccio un faccione così.
    In cina a wuhan c’era un omino tutto fasciato dentro la sua tuta che sempre con gli stessi guanti toccava tutti i cellulari usati dai passanti per aiutarli a lasciare i propri dati in ogni stazione del metrò, in ogni supermercato, in ogni luogo dove si recavano in quelle due ore d’aria concesse dalla psicopolizia.
    A parte i virus che questo imbecille gli trasmetteva sul telefonino con i guanti lerci e infetti, una vita di questo tipo è un vero e proprio girone dantesco. Un modello raccapricciante verso il quale ci stanno sospingendo, noi non vogliamo emularli, piuttosto moriremo nella lotta! Giusto? Poi lo zapping è diventato frenetico, avevo gli occhi iniettati di sangue e le orecchie che mi fumavano come BipBip ascoltando le farneticazioni di massimo recalcati che citava una vecchia mummia ebrea, padre di ammuffite teorie, il puzzolente piddino, reo di aver partorito la scuola di partito pier paolo pasolini (si riuscisse a mettere una maiuscola! sono insignibili ormai) questo scribacchino voleva insinuare che noi bianchi odiamo i negri perché li invidiamo. Roba da farti cadere la mandibola per lo stupore. Insomma alla fine ho spento tutto, stremata e disgustata. Che serate di merda!

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