Coronavirus, disoccupato muore di fame in casa mentre 85mila immigrati gozzovigliano in hotel

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Muore di fame in casa, salvato dai Carabinieri e da un ristoratore

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Ai tempi del coronavirus ci sono tanti, troppi italiani, che non hanno neanche da mangiare. Persone sole che soffrono e vivono grandi difficoltà. Molti li scopriremo quando si apriranno le porte di casa, e li troveremo morti.

Tutto questo, mentre ospitiamo 85mila immigrati in hotel per finti profughi. Che si lamentano anche:

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In provincia di Pavia, a Garlasco, un uomo di 51 anni, disoccupato e positivo al coronavirus, era rimasto solo in casa da settimane: la madre era morta un mese fa per cause naturali, il fratello dieci giorni fa dopo aver contratto il Covid-19. E così l’uomo per diversi giorni non è riuscito a procurarsi nemmeno da mangiare a causa delle sue condizioni di salute e di indigenza. Nel tardo pomeriggio di domenica di 5 aprile i carabinieri della stazione locale hanno scoperto il 51enne e lo hanno aiutato recapitandogli diversi generi alimentari cucinati e donati dal titolare di un ristorante, che è voluto rimanere anonimo.

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Siamo un grande popolo con un governo di merda. Non è normale che ci siano disoccupati, e nelle prossime settimane ce ne saranno a milioni, e questi scellerati pensino a questo:

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3 pensieri su “Coronavirus, disoccupato muore di fame in casa mentre 85mila immigrati gozzovigliano in hotel”

  1. Temo che oltre alla lucidità molti italiani non abbiano più il naturale istinto della sopravvivenza. Ed è la causa della situazione in cui ci troviamo, è correlata perché quel motto di ribellione spontaneo che ha accompagnato l’uomo sin dai tempi delle caverne doveva contrastare chi ci stava levando il lavoro, le libertà, poi man mano che la corda si stringeva, la vita. Noi normali, in verità pochissimi, si sperava in una reazione dei connazionali, non so… le gambe che annaspano, gli occhi che strabuzzano fuori dalle orbite… invece niente. Siamo morti da morti senza emettere un gemito.
    Che tristezza di popolo.

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