Coronavirus, Conte rifiutò di dichiarare Bergamo zona rossa: migliaia di morti sulla coscienza

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L’accusa è grave. E inchioda Conte alle proprie responsabilità. Di una strage che dovrà avere dei colpevoli. Il che spiega il tentativo PD di nascondersi dietro uno scudo penale.

Già si sapeva che all’inizio di marzo il governo, con intervento del Viminale, aveva negato ad Alzano Lombardo e Comuni limitrofi di divenire ‘zona rossa’. Mossa folle che ha causato centinaia di vittime nella zone.

Ma lo scorso 27 febbraio, quando ancora l’epidemia del nuovo coronavirus doveva iniziare a diffondersi in tutto il Paese, Attilio Fontana si presentava in una diretta Facebook con il volto ricoperto da una mascherina. Irriso dalla sinistra. Noi, invece, l’avevamo irriso quando si era presentato con un laviolo in bocca.

Fontana racconta quando da Roma è arrivato un secco no alla chiusura dei comuni della Bergamasca. Un errore gravissimo. “Il provvedimento andava verso quella direzione – ricorda il governatore – Se ne era parlato a lungo, ne avevano discusso i nostri tecnici con quelli di Palazzo Chigi, pure loro ritenevano valida la richiesta, anche perché su Codogno la zona rossa stava dando risultati molto positivi. C’ è stato un sì-no, sì-no per due o tre giorni, poi si è deciso per la zona arancione, e cioè protetta, in tutta la Lombardia. Niente zona rossa su Bergamo”.

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IL solito errore, commesso di nuovo, quando andava dichiarata zona rossa la Lombardia, e invece tutta Italia divenne ‘zona arancione’. E oggi siamo tutti zona rossa.

In sostanza, il governo ha sempre rincorso il virus, non riuscendo mai a confinarlo e soffocarlo in una zona ristretta.

Riguardo la zona rossa su Bergamo, Fontana era convinto che “quella sera sarebbe stata disposta la zona rossa perché mi arrivavano telefonate dal territorio, c’ erano molti militari che alloggiavano negli alberghi lì attorno, quindi ero praticamente convinto che ci sarebbe stato il provvedimento”. Alla fine niente di tutto questo è accaduto: “Qualcuno ha dato disposizioni diverse”.

Quel qualcuno deve pagare. Migliaia di morti gridano il suo nome.




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