Coronavirus, a Marzo ha fatto 3mila morti in più l’influenza del 2019

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“I dati sui certificati di morte per malattie respiratorie” mostrano che “nel marzo 2019 sono state 15.189 e l’anno prima erano state 16.220. Incidentalmente si rileva che sono più del corrispondente numero di decessi per Covid (12.352) dichiarati nel marzo 2020″.

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A dirlo il presidente dell’Istat Gian Carlo Blangiardo. “Stiamo costruendo l’indagine, ma la procedura sarà diversa da quella tradizionale”, spiega. “Si tratterà di cogliere un campione molto ampio e rappresentativo della popolazione italiana, che sarà analizzato con procedure sanitarie: tamponi, esami del sangue. Cercheremo di capire anche il cosiddetto effetto gregge“.

Il Covid-19 “colpisce in maniera molto prevalente persone anziane: è quasi un terribile processo di selezione naturale che elimina i soggetti deboli”, afferma Biangiardo, secondo cui “è ancor più terribile perché appare in qualche modo facilitato dalla nostra capacità di curarli. La chiamo la maledizione degli anni pari. Il 2019, come tutti gli anni dispari, ha visto una regressione dei decessi. L’anno pari inizia bene, ma poi arriva marzo, con un virus che falcia coloro che la morte aveva risparmiato”. Blangiardo dichiara di temere “un effetto Chernobyl, una preoccupazione che disincentiva la natalità. Ma qui parla il demografo, non il presidente dell’Istat, perchè dati statistici ancora non ce ne sono”, dichiara.

A questo punto ci si domanda se, allora, questi morti aggiunti all’influenza non siano, come già scritto in precedenza, deceduti che l’epidemia ha concentrato a marzo e che, altrimenti, sarebbero stati ‘spalmati’ durante tutto l’anno.




6 pensieri su “Coronavirus, a Marzo ha fatto 3mila morti in più l’influenza del 2019”

  1. Ma lo vedete che gli fanno ai politici che si oppongono alla quarantena voluta da questi scellerato che vogliono riduci alla fame per gozzovigliare dolo loro? A Trump hanno fatto infettare l’equipaggio della portaerei, a quello Inglese hanno mandato i tamponi al coronavirus per fargli infettare il personale sanitario. Ma quale pandemia, trucchi e fondali dei padroni del discorso. E se ve lo dico io, che sono uno che desidera un coronavirus molto più letale, ma che dovrò contentarmindella guerra civile, oltretutto tra bianchi.

  2. No, il discorso è diverso e molto meno retorico: o si incrimina il governo per strage (quantomeno colposa) o si incrimina il governo, i medici che si sono prestati e i media di regime, per procurato allarme e sequestro di persona di massa, giusto per iniziare.

  3. I dati positivi che aspettavamo con le quarantene strette non sono arrivati. Come nelle favole a tinte fosche eravamo ad un bivio, la strada che abbiamo percorso ci ha portato ad un punto morto ora se non imboccheremo subito la giusta via potrebbe non esserci ritorno per almeno il 70% o forse un numero ancora più alto, potrebbero/mmo salvarsi/ci in pochi. Più si attende, più i contagi saranno numerosi e come una catena di sant’Antonio maggiori probabilità di rimanere contagiati. Ci rimane solo l’ultima chances: chiudere qualsiasi cosa. Ripeto, non la vedo affatto bene, la Lombardia oggi ha dati pesanti dei nuovi infetti nonostante l’immobilità del 65% della popolazione, nemmeno a New York sono riusciti a far rallentare, anzi corre come non mai. Abbiamo appreso oggi da Antani che la cina mistifica come sempre e la fine dell’incubo che ci hanno fatto intendere come vicina o già raggiunta non esiste.
    Quello che ho visto oggi era corretto, distanziamenti, guanti usa e getta offerti dall’addetta prima della spesa, persino i negri avevano le sciarpe davanti alla bocca. Tutto secondo le migliori precauzioni ma non basta, nemmeno le mascherine obbligatorie o sciarpe (tollerate da domani in mancanza di meglio) sortiranno effetti. Bisogna fermare tutto. L’economia non ne risentirà, perché siamo gia prostrati, ma si possono salvare delle vite.

  4. Il dato demografico inizierà ad apparire drammatico nei prossimi mesi. Assisteremo probabilmente a più nascite ‘legittime’ all’interno di matrimoni o convivenze più o meno ufficiali, ma ci sarà senza dubbio un tracollo delle relazioni non conviventi e delle nuove conoscenze, e non per la quarantena attuale, ma per il timore di conoscere persone potenzialmente infette.

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