Generale russo avverte La Stampa: “Vi pagano per diffondere fake news contro la Russia”

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Il giornale di Elkann lamentava la presenza di medici russi che stanno operando a Bergamo contro il coronavirus.

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Il ministero delle Difesa russo ha risposto così ai ripetuti e rozzi attacchi che dalle colonne de La Stampa si sono levati contro la missione dei medici militari russi, giunti in Italia per fronteggiare l’emergenza coronavirus. Attacchi che, ad esempio, non si sono sentiti su alcun giornale per le missioni in Italia dei cinesi, che pure sono responsabili del caos coronavirus:

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Nei giorni scorsi sulle colonne del quotidiano torinese sono state pubblicate almeno tre ‘inchieste’ a firma Jacopo Iacoboni, giornalista da sempre vicino al Pd e collaboratore del think tank americano Atlantic Council (il cui scopo è “promuovere la leadership americana e promuovere accordi internazionali basati sul ruolo centrale della comunità atlantica nell’affrontare le sfide del XXI secolo”).

Ha risposto, con una lettera, il portavoce del ministero della Difesa russo, il generale Igor Konashenkov

“Abbiamo prestato attenzione agli incessanti tentativi che già da due settimane il quotidiano La Stampa sta mettendo in campo per screditare la missione dei russi che si sono mobilitati per prestare aiuto agli italiani in difficoltà”, è l’incipit di Konashenkov. “Nascondendosi dietro agli ideali della libertà di parola e del pluralismo di opinioni, La Stampa sta alimentando fake news russofobiche da guerra fredda rimandando a “opinioni” espresse da anonimi ‘alti funzionari’”.

“Ad esempio, La Stampa ha subito definito “inutile” il materiale russo inviato in Italia per affrontare l’emergenza infettiva, riferendo le opinioni di un qualche maresciallo che sognava disperatamente la fama. La maggior parte dei medici e degli epidemiologi russi sono stati definiti dal quotidiano come esperti di guerra biologica. Coloro i quali non hanno avuto l’onore di rientrare in questa categoria sono finiti tra i membri dell’intelligence militare russa”.

Konashenkov prosegue ricordando l’opera meritoria degli epidemiologi inviati dal Cremlino in Italia con riferimento in particolar modo al lavoro svolto in “65 case di riposo di Bergamo”. E tutto questo viene fatto “nonostante le fake news diramate da La Stampa“, visto che “gli obiettivi della missione russa a Bergamo per l’anno 2020 sono evidenti, concreti e trasparenti. Si tratta di un’assistenza gratuita al popolo italiano che si è trovato colpito dalla pandemia di Covid-19”.

“Nella realizzazione di questa missione umanitaria nessuna aggressione ci distoglierà dall’obiettivo e non farà vacillare la nostra sicurezza nel fatto che stiamo agendo in buona fede”, afferma Konashenkov.

Che poi passa all’avvertimento finale: “Per quanto riguarda i rapporti con i reali committenti della russofobia de La Stampa, i quali sono a noi noti, raccomandiamo loro di fare propria un’antica massima: Qui fodit foveam in eam incidit (Chi scava la fossa in essa precipita). Per essere più chiari: Bad penny always comes back”.

Insomma, i committenti sono americani. Gli stessi che:

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La Stampa non è nuova alla pubblicazione di fake news di regime:

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E all’ossessione russofoba:

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5 pensieri su “Generale russo avverte La Stampa: “Vi pagano per diffondere fake news contro la Russia””

  1. Finalmente si stanno accorgendo che la masnada di giudici che finora li ha protetti era solo una velina perché non c’era una vera forza superiore, purtroppo. I patrioti in Italia hanno fallito non hanno avuto la forza di opporsi ai globalisti e i loro lacché, così come in tutta Europa, in Svezia addirittura il paese è in mano a femministe, gay e immigrazionisti duri e puri.
    Ma con la Russia le cose cambiano, e costoro hanno parecchio da perdere. Chi ha un piccolo appartamentino ha poco da perdere, ma gente come questi giornalai hanno varie case di proprietà con tanto di terreni e giardini dove svolgono, con lavoro agile s’intende quindi continuano a prendere paghe sontuose, la loro quarantena di lusso tra partite di pallavolo con figli e the’ freddi sotto l’ombrellone e piscina, guai, il rischio sarebbe altissimo. Non c’è bisogno di altro, colpirli nel portafoglio e nelle proprietà e lo stato penserà poi a dare queste proprietà ai meritevoli nazionalisti. Quanto odio misto a timore suscitano certi propositi di lasciarli in mutande, molto più di chi sbraita di azioni improponibili ed infattibili.

  2. Questi sono la “punta di diamante” non quattro scappati da casa. Perchè nei posti seri lo Stato ha il diritto di prelazione sui migliori e in Russia l’esercito ha il diritto di scelta fra i migliori dei migliori.
    Strano che non piacciano ad un giornale dove il padrone ed il direttore hanno TRIPLO passaporto.

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