Coronavirus, 85mila immigrati rimangono in hotel: governo rifiuta rimpatrio

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Vitto e alloggio pagato dagli italiani. Ci costa 100 milioni di euro al mese. Circa 1,2 miliardi di euro all’anno. Il triplo di quanto questo governo ha destinato al bonus spesa per i poveri. Che poi, come già detto, finirà anche questo agli immigrati.

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Novità per i clandestini che sarebbero dovuti uscire dal circuito dell’accoglienza. Potranno rimanere nei centri accoglienza almeno finché non finirà l’epidemia da coronavirus. Invece di rimpatriarli, anche perché sono un pericolo per la diffusione del virus, li tengono tutti negli hotel.

Lo ha reso noto una circolare inviata ai prefetti dal Viminale con la scusa della prevenzione “della diffusione del virus COVID-19 nell’ambito del sistema di accoglienza dei richiedenti protezione internazionale e dei centri di permanenza per il rimpatrio”.

L’obiettivo del dicastero guidato da Luciana Lamorgese è innanzitutto quello di “assicurare nelle strutture di accoglienza il rigoroso rispetto delle misure di contenimento della diffusione del virus previste a livello nazionale, onde evitare l’esposizione ai rischi di contagio per i migranti accolti e per gli operatori”.

Il timore, infatti, è che la propagazione del virus all’interno delle strutture per immigrati possa esplodere come una vera e propria bomba.

Ma, invece di predisporre un rimpatrio di massa, ecco che si sceglie di farli rimanere tutti negli hotel.

Partiamo dalle operazioni di sbarco dei clandestini: “A tal fine – si legge nella circolare – sarà necessario che gli stessi (i migranti, ndr) vengano sottoposti prioritariamente al previsto screening da parte delle competenti autorità sanitarie, e successivamente siano applicate le misure di sorveglianza sanitaria e di isolamento fiduciario per un periodo di quattordici giorni, come evidenziato nella circolare di questo Dipartimento n. 3393, del 18 marzo 2020. Solo al termine di tale periodo e sempre che non siano emersi casi di positività al virus, i migranti potranno, ove ritenuto necessario, essere trasferiti in altra struttura di accoglienza, previo rilascio di idonea certificazione sanitaria”.

FIDUCIARIA. Insomma, la quarantena per i clandestini è volontaria.

Diverse invece le indicazioni per gli immigrati già presenti nelle strutture di accoglienza. Per loro, si legge, “riveste fondamentale importanza che a cura degli enti gestori, con l’ausilio dei mediatori culturali, venga impartita ampia ed aggiornata informativa sui rischi della diffusione del virus, sulle prescrizioni anche igienico-sanitarie da adottare, sul distanziamento all’interno dei centri, sulle vigenti rigorose limitazioni degli spostamenti e, nei casi in cui siano in atto le più stringenti misure previste per i casi di isolamento fiduciario o di quarantena, sull’esigenza del loro assoluto rispetto”.

“Sempre in considerazione della preminente esigenza di impedire gli spostamenti sul territorio e sino al termine delle misure connesse all’emergenza in atto – spiega il dipartimento – dovrà essere garantita e monitorata la prosecuzione dell’accoglienza anche a favore di coloro che non hanno più titolo a permanere nei centri”.

Insomma, con la scusa del coronavirus, 85mila clandestini rimangono negli hotel per finti profughi.




Vox

7 pensieri su “Coronavirus, 85mila immigrati rimangono in hotel: governo rifiuta rimpatrio”

  1. chi tra di voi è il coglione che ha dato soldi alla sanita’ e alla protezione civile? siete coglioni io no non l ho fatto ne lo faro’, i soldi nostri alla sanita? e perchè? se uno stato di castrati mantiene decine di migliaia di parassiti negli alberghi vuol dire che ha cosi tanti soldi che potra’ comprare tutto quello che il suo popolo necessita!..e quindi visto che gia’ pago le tasse, che dovrebbero andare alla sanità e che invece vanno ai negri, perchè oggi mi dovrei ritassare per pagare quello cui dovrebbe sopperire lo stato con le mie tasse? NON SIETE D’ACCORDO democraticamente parlando andatevene affanculo!

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