Riotta, minacce all’informazione libera

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In pratica chi per mesi ha detto e scritto che il coronavirus era un’influenza e che non bisognava chiudere le frontiere ai cinesi minaccia quelli che avevano avvisato in tempo:

Hanno perso il controllo dell’informazione. E’ questo che li rende così disperati da minacciare pubblicamente chi non condivide le loro bizzarre opinioni.

Non lo riprendete più, il controllo. E’ finita. Make a note of it, gay.




7 pensieri su “Riotta, minacce all’informazione libera”

  1. Se è vero che non possiamo fare niente di “concreto” essendo reclusi in casa, è altrettanto vero che una cosa si può fare: apriamo una “finestra di Overton” sul destino che dovrebbe aspettare gli aguzzini degli Italiani che in tutti questi anni hanno SEMPRE operato contro la loro stessa esistenza biologica. Con la stessa mirabile alacrità con cui sono stati messi in opera gli ospedali da campo, dovranno essere aperte strutture di concentramento in cui questi personaggi non possano più nuocere alla popolazione. Parliamone.

    1. Concordo, credo sia necessario approntare strutture in cui taluni individui noti per le loro malefatte non possano più nuocere. Concederei pure un’amnistia generale se accompagnata dalla promessa di condurre una vita nell’ombra, ma per chi si rimette a trafficare contro la nazione pene severe. Tra questi anche individui di piccolo borgo come gli appartenenti ai centri sociali e sardiname vario non solo quelli più famosi, perché è nel mare che i pesci nuotano ed anche se è difficile è il mare che va prosciugato.

  2. Riotta – Pronto, sei Antani il troll sovietico?
    Antani – e tu chi saresti?
    R – Sono Johnny Riotta, il famoso inquisitore di troll
    A – Ah, quello biondo con la faccia da pirla
    R – ma io non sono biondo
    A – Mi sa che mi ricordo fortemente la faccia

    1. Sarebbero prigionieri pericolosi Rahowa, l’unico contenimento possibile cubicoli sotterrenei di cemento armato con porte blindate murate una volta chiuse, una piccolissima ventolina d’aerazione e stop.

  3. Su rai3 si è accesa una polemica su di un tasto che ancora non si era toccato, ossia i risarcimenti per le persone che sono entrate sane in ospedale e sono uscite infette, vive o morte. Una opinionista prezzolata e di bassissimo livello, la deusanio, sosteneva che era una vergogna, che erano approfittatori a chiedere risarcimenti e che i medici poverini si erano ammalati a loro volta.
    Quel che è certo: i pazienti si rifaranno non sui medici ma sull’ospedale, la deusanio non capisce una mazza, sono tutti vittime delle circostanze e andranno in causa nei confronti dell’ospedale che a sua volta è assicurato. Non vorrei essere nei panni delle società interessate e nemmeno degli azionisti.

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