Governo teme la rivolta e fa spiare gli italiani su internet

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L’ordinanza della Protezione civile per finanziare attraverso i Comuni la “solidarietà alimentare”, una ridicola mancia di 400 milioni di euro (6 euro per italiano) è una risposta del governo dettata dal panico che il disagio sociale innescato da blocco del Paese, insieme alla rabbia per i diecimila morti, si sviluppi in una rivolta contro il regime che ne è responsabile.

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La pensano così il capo della polizia Franco Gabrielli e il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, tipici boiardi di Stato che da tutta la vita parassitano i contribuenti, e che hanno tempestivamente avvisato i loro referenti politici.

A preoccupare il governo il numero di persone che non lavora e che ora non sa come mangiare. Ovviamente a loro non interessa che abbiano fame, quanto, piuttosto, che la fame faccia da detonatore per una rivolta. Di cui abbiamo avuto esempi disordinati con l’assalto ad alcuni supermercati.

Ma non solo, perché a inquietare il governo è soprattutto la piazza telematica. Dove questa rivolta potrebbe trovare una guida. Un’organizzazione.

E allora è partito il controllo quasi maniacale del web dove, secondo quanto riportato dagli investigatori, c’è chi lancia messaggi definiti intimidatori, proclami, oppure semplici sfoghi contro la classe dirigente. Situazione, questa, che potrebbe veicolarsi in qualcosa di organizzato e mettere in serio pericolo l’esistenza stessa di questo regime corrotto e della sua élite di invasati.

Quello che dovrebbe fare, invece, questa sorta di governo, responsabile di diecimila morti, è andare a casa. E chiedere scusa. Non lo faranno.

La più grande minaccia di questa epidemia di coronavirus è che hanno assaggiato il vero potere, quello che costringe l’altro a fare quello che tu vuoi. L’epidemia, reale, rischia di danneggiare più la nostra libertà di quanto avrebbe potuto danneggiare la nostra salute.

Non rinunceranno pacificamente al potere che hanno assaggiato. Conte e Casalino non sono abbastanza intelligenti per farlo.




6 pensieri su “Governo teme la rivolta e fa spiare gli italiani su internet”

  1. scommetto che vox e’ il sito piu’ spiato, allorz dimaio spiati sto cazzo, sempre che quel rottoinculo di casalino ti comanda di scansarti perche’ er cazzo lo vuole lui, manica di castrati, il mio cazzo e’ gia’ impegnato…. pe le fregne…. riccchhiiioooooo’

  2. La rivolta se ci sarà non partirà da internet ma dalle piazze, dai primi gruppi di persone davvero affamate e disperate.Quello sarà l’innesco quindi cari spioni x quante madonne possiamo lanciarvi da qui il web non c’entrera’ nulla!Se non ho da mangiare non ho internet!!!

      1. Scommetterei al buio, senza fare ipotesi troppo fantascientifiche, che ci obbligheranno ad essere seguiti con il GPS quando ci permetteranno di uscire. Solo per il nostro bene, ovviamente. E questa è solo la prima delle mille che mi vengono in mente.

  3. I ribelli sono spiati da sempre, non sarà una novità come questa a intimorirli, specie quando tutti avranno perso tutto. Pare che per la cabala di incompetenti, ignoranti, asserviti shabbo-goyim che governa in Italia dal 1945 è l’inizio della fine.

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