Coronavirus, Costa Diadema: “90 persone malate a bordo“ – VIDEO

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Le crociere di navi con bandiera italiana che erano iniziate prima che esplodesse l’emergenza coronavirus – almeno come pandemia, ma certamente l’epidemia era già evidente – si stanno concludendo con sbarchi più o meno complicati. Nessuna città le vuole, anche perché già al collasso dal punto di vista sanitario.

Un membro dell’equipaggio della Msc Opera è morto sabato notte in ospedale a Genova dove era stato ricoverato perché positivo. La nave era attraccata nel porto ligure con a bordo soltanto 166 membri dell’equipaggio, ed è stata dichiarata “contaminata” dopo che anche altri quattro marittimi erano stati contagiati. Sono in corso contatti per eseguire i tamponi su tutti e rimpatriare o trasferire ai propri domicili quelli negativi.

Il problema è che nelle navi ‘italiane’ il personale italiano è minoranza. Perché dobbiamo sobbarcarci anche gli stranieri?

A Genova si trova da alcuni giorni, anche Msc Splendida con a bordo 1.100 membri dell’equipaggio di cui solo quattro in isolamento precauzionale. In 330 dovranno restare sulla nave per motivi tecnici ma è stato avviato il rimpatrio per 330 indonesiani e 188 filippini. Con la speranza che facciano nave-aereo direttamente senza sosta.

Intanto la Costa Diadema, che doveva attraccare a Civitavecchia dove sono già in corso gli sbarchi da altre tre navi da crociera, ha fatto rotta su Piombino su indicazione del governo.

“Ci sono 90 malati a bordo e non possiamo fare il tampone, abbiamo già sbarcato due malati di coronavirus”. Alcuni membri dell’equipaggio a bordo della Costa Diadema hanno parlato con il giornalista delle IENE Giulio Golia: “Da cinque giorni aspettiamo un porto in Italia”, poi nel pomeriggio è arrivato per la gioia dei cittadini di Piombino.

“Siamo partiti da Dubai venti giorni fa, da cinque aspettiamo un porto in Italia con 1280 persone di equipaggio a bordo ma nessun passeggero. Abbiamo passato lo stretto di Messina da quattro giorni e siamo in attesa nel mar Tirreno”, ci spiegano gli ufficiali. “A bordo ci sono circa 90 persone malate ma non abbiamo potuto fare i tamponi, non siamo sicuri abbiano davvero il coronavirus. Diverse persone hanno avuto la febbre e sono anche guariti, siamo tutti in isolamento”.

Il sospetto di coronavirus è comunque forte, anche perché a bordo ci sono già stati casi: “Durante il viaggio abbiamo sbarcato due persone, una a Dubai e una Cipro, entrambi positive al coronavirus. Qui sulla nave c’è un solo medico perché l’altro è sbarcato a Dubai il 13 marzo perché aveva il coronavirus”.

E non è finita qui: “L’altro medico si sta occupando di tutti gli altri passeggeri, con l’aiuto di 4 infermieri. Dovevamo aspettare a Gioia Tauro l’arrivo di un secondo medico mandato dalla compagnia, ma non gli è stato dato il permesso di salire a bordo. Noi vogliamo solo attraccare e sapere se i nostri colleghi sono malati e noi possibili portatori”.

A bordo un membro dell’equipaggio ha accusato sintomi simili a quelli del Covid-19 e pertanto la Guardia costiera si è mantenuta in contatto per l’eventuale evacuazione di emergenza.

E quando sbarcano è un problema. Perché i rimpatri sono lenti. Troppo.

In un hotel di Roma che da lunedì scorso ospita 229 passeggeri, per lo più britannici, australiani e neozelandesi, sbarcati dalla Costa Luminosa nel porto di Savona. Tre di loro sono risultati positivi al coronavirus nei test eseguiti venerdì e uno è stato ricoverato al policlinico di Tor Vergata. In giornata, però, sono partiti i primi 55 ospiti stranieri e domani ne partiranno altri 41.




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