Trump ordina a General Motors di produrre ‘ventilatori polmonari’

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Trump ha ordinato alla General Motors di riconvertire e produrre ventilatori polmonari avvalendosi del Defense Production Act. Quello che il governo doveva fare in Italia settimane fa.

Il presidente degli Stati Uniti, Donald
Trump, ha detto che se gli Usa non a-
vranno bisogno di tutti i 100 mila ven-
tilatori che il Paese produrrà nei
prossimi 100 giorni, grazie al Defence
Production Act, questi saranno conse-
gnati “ai Paesi amici, Gran Bretagna,
Italia”.

Trump ha aggiunto che la prima cosa che
Boris Johnson gli ha detto al telefono,
quando gli ha chiesto come si sentiva
dopo il test risultato positivo al
coronavirus, è stato: “Abbiamo bisogno
di ventilatori”.




7 pensieri su “Trump ordina a General Motors di produrre ‘ventilatori polmonari’”

  1. Nessuno ha avvisato i nostri sfigati che sono liberi di disporre delle proprie risorse perchè la “globalizzazione” è momentaneamente sospesa. Li scelgono proprio perchè sono scarsi di iniziativa personale.

  2. Sicuramente una notizia positiva per gli ammalati, ma qui non si cerca di arginare l’epidemia in nessun modo. I morti e i guariti vanno di pari passo sin dall’inizio ciò vuol dire che di quegli 80.000… 40.000 moriranno.
    Senza contare quelli che ora sono sani ma purtroppo verranno contagiati.
    Ieri Galli ha ammesso finalmente la verità, ossia che questo virus non ha niente a che fare con l’influenza. Una sensazione mia: che la normale influenza e il covid viaggino paralleli e i vip come Porro, zingaretti, che in meno di una settimana erano guariti, non avessero affatto contratto il morbo.
    Un’altra cosa…il fenomeno di ritorno in cina credo che sia locale, cioè non qualcuno che è arrivato da fuori come vogliono far credere per tranquillizzare, ma un malato (o più di uno) che si è riacceso appestando dei nuovi. Temo che non si parli di mesi qua, ma di anni carissimi!
    Se poi consideriamo gli sbarchi e via terra, arrivano da tutto il mondo, gente infetta che al paesello loro non viene curato, come i primi 2 cinesi di merda, che sono venuti qua ad occupare i nostri ospedali e preziosi posti letto. È una follia lasciarli al potere, voi parlate sempre del “dopo” ma ribadisco, speriamo che ci siano abbastanza italiani a vedere questo… dopo.

  3. É giusto, la politica deve governare l’economia, non il contrario. La libertà di impresa va sempre garantita, ma con le regole e i divieti imposti dalla politica, e quando questa in nome dell’interesse nazionale, in casi come questo, ordina ad un’impresa di produrre determinate cose, deve recepire l’ordine ed eseguirlo.

  4. La cosa positiva è che la globalizzazione è finita. Basta affidarsi alla Cina e alle tigri dell’oriente per delocalizzare, così noi in guerra, siamo senza industrie. E basta anche con il presunto ‘petrolio’ del turismo, che si vede quando sia stabile in un momento di crisi. Vai a ZERO in una settimana e non ti servono a nulla maestranze di camerieri, cuochi, bagnini, servono tecnici, operai qualificati, serve riconvertire le industrie e tornare all’industria pesante che produca beni essenziali. Non è escluso che la Cina ormai tagliata fuori da questo sistema tenti un colpo di mano. Sarebbe il momento ideale per colpirla e farla tornare al medioevo in un dorato isolamento dall’occidente, ruolo che le compete maggiormente.

    1. Mai come questa volta la globalizzazione ha mostrato le sue falle. Quando si crea troppa interdipendenza economica è normale che ad essere messi in ginocchio sono i paesi importatori come USA ed Europa. La Cina ha sfruttato la globalizzazione a suo vantaggio, approfittando del libero mercato dei paesi occidentali, che però non adotta. Infatti la Cina i dazi sulle importazioni di merci estere li mette eccome, e non gliene frega niente della reciprocità.

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