Coronavirus, medici infetti lasciati in corsia per scelta governo: così è dilagato il contagio

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I medici che sapevano di essere a rischio contagio sono andati lo stesso a lavorare. Uno schema che si è ripetuto in decine di ospedali lombardi e che ha scatenato i contagi. Così “sono diventati il principale vettore di diffusione” del coronavirus, hanno scritto 13 medici del Papa Giovanni XXIII di Bergamo in un articolo sul New England journal of medicine . Insomma, questa è la ragione per la quale in Italia c’è stato un numero impressionante di malati: “non aver fatto le analisi e un attento tracciamento dei contatti per il personale sanitario è stato inspiegabile ed ha avuto effetti catastrofici”.

Il 10 marzo le strutture sanitarie lombarde hanno infatti recepito le indicazioni di Roma: “Per l’ operatore asintomatico che ha assistito un caso probabile o confermato di Covid-19” senza adeguate protezioni, “o l’operatore che ha avuto un contatto stretto in ambito extra lavorativo, non è indicata l’ effettuazione del tampone”. E ancora: “In assenza di sintomi non è prevista l’ interruzione dal lavoro”.
E così medici e infermieri ad altissimo rischio hanno così continuato a lavorare con la sola mascherina chirurgica, e senza alcun accertamento per capire se fossero malati. Poi, molti di essi, si sono ammalati davvero.

Arrestate Conte.




12 pensieri su “Coronavirus, medici infetti lasciati in corsia per scelta governo: così è dilagato il contagio”

  1. Alla fine di questa carneficina di vecchi a Conte ed al governo qualcosa di buono gli va dunque riconosciuto: far dilagare il virus in corsia, spegnendo selettivamente i malati che pesano sul servizio sanitario, un effetto positivo a lungo termine sui conti pubblici lo avrà. Idem riguardo le case di riposo. Bisogna essere obiettivi, quando operano bene gli va riconosciuto.

    1. Se non avessimo NEGRI e mussulmerde da MANTENERE, i nostri anziani non peserebbero affatto!
      Ora, se corona falcia vecchi partigiani comunisti festeggio ma non lo sono tutti!
      Preferisco il peso di tutti gli anziani d’Italia piuttosto che quello di un singolo NNNEEEGGRRRRRRROOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!!!!

      1. Ormai le generazioni di nati negli anni 1910 e 1920, sono per buona parte estinte, rimangono quelle degli anni 1930, quelle che assieme alle precedenti hanno ricostruito l’Italia nel dopoguerra e che con il loro lavoro ci hanno permesso di vivere nel benessere. Meritano rispetto e gratitudine da parte di tutti, per cui ogni soldo speso per mantenerli e per curarli é dovuto. Il fatto che “pesano” é perché la popolazione italiana é tra le più vecchie al mondo, e lo é perché la loro presenza non é bilanciata da un sufficiente numero di giovani sotto i 30 anni. E la colpa non è loro, perché le generazioni nate nel periodo tra le guerre, i figli per rigenerare demograficamente la Nazione li hanno fatti, la colpa é di chi é nato dopo il 1945, ossia di quelle generazioni che hanno fatto il Sessantotto, quelli che si sono ribellati ai padri, che non hanno adempiuto al loro dovere e non hanno fatto figli. Anzi hanno soppresso i figli nati da gravidanze indesiderate con l’aborto, e ci hanno portato all’attuale catastrofe demografica.

    2. Facciamo il conto di quanto hanno risparmiato solo di inps, non parlo delle cure mediche perché sarebbe troppo vago, molti non erano nemmeno arrivati alla pensione ma i versamenti fatti durante gli anni di lavoro sono a fondo perduto suppongo, credo rimanga tutto allo stato no? Forse alla vedova la pensione di reversibilità in percentuale del 40% dello stipendio? Non ho idea..

  2. Sono per un’eutanasia limitata ai soli casi di malattia terminale e morte cerebrale, previa autorizzazione del paziente, ma dissento dal commento che mi precede. Gli anziani hanno diritto a morire naturalmente ed é ingiusto debbano morire per una malattia.

  3. Concordo pienamente con werner, non sull’ eutanasia, ma è vero. I problemi sono iniziati dal 1968in poi ed io che sono più giovane, faccio parte anche io di quelle generazioni che hanno subito il motto, del tutto dovuto

    1. A pensarci bene, se una pandemia come quella attuale spazzasse via tutti coloro – salvo eccezioni – che sono nati tra la fine della seconda guerra mondiale e la vigilia del boom economico, ovvero quella generazione irresponsabile che ha fatto il Sessantotto, il Femminismo, ha creato slogan come “vietato vietare” e “l’utero é mio e lo gestisco io”, ha introdotto il rifiuto dell’autorità e dei doveri, confuso libertà con liceità, modernità con modernismo ed uguaglianza con egualitarismo, ed ha plagiato e rovinato le generazioni successive e piantato le radici in cui affondano i mali odierni, non proverei alcuna umana pietà, perché penserei che hanno avuto quello che si meritano, e a quel punto sì, come scrive Marco Frollini, una volta anziani sono un peso inutile per la società, per il sistema previdenziale e quello sanitario.

      1. Però se non si scrive il nome dell’utente a cui ci si riferisce diventa un’altra Babilonia.
        Werner
        Io non mi definisco sessantottina nell’abituale senso del termine, oltrettutto ero solo adolescente, però ti posso dire che i figli si fanno per convinzione e non come conigli. Tu associ le motivazioni della sinistra europeista, che ha incentivato l’arrivo di tutti questi stranieri, al fatto che gli italiani abbiano partorito pochi figli ma non è vero. La loro era una vergognosa bugia, se li hanno fatti arrivare era unicamente per abbassare gli stipendi e far in modo che si lottasse tra noi per una paga da fame, volevano nuovi schiavi per le industrie e tutti quelli che dovevano pagare dipendenti ci hanno marciato al seguito, da chi aveva una podere, alla famiglia con la baby sitter o colf. Ritorniamo a bomba. Due coniugi degli anni 50′ hanno avuto 2 figli in media, purtroppo la selezione naturale avrà limato ulteriormente e saremo ad un 1,7 circa. I vecchi man mano morivano, è naturale, e precipitando le condizioni di vita le coppie nuove hanno avuto difficoltà economiche, ragion per cui la famosa media si è contratta ancora. È il progresso la causa, la terra non si coltiva più, non ci servono 10 figli, non incolpare inutilmente le donne… almeno non per questo, per il resto avrai i tuoi buoni motivi.

        1. Quando uno spazio viene lasciato vuoto, viene sempre qualcun altro a riempirlo. Non é che azzerando l’immigrazione, in presenza di una forte denatalità, si evita l’estinzione della Nazione. Quindi a prescindere che l’immigrazione sia più o meno incentivata, quando un luogo perde i suoi abitanti e si svuota, poi verranno altri a ripopolarlo. Una comunità per sopravvivere deve avere una fecondità minimo al 2,1, ma come sappiamo la nostra fecondità é 1, 3, ed é per giunta “drogata” da quella immigrata che é di 2.

          Io sono per una procreazione responsabile e consapevole, non per l’autoestinzione, consapevole sì, ma irresponsabile.

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