Coronavirus, il piano del governo per regolarizzare 700mila clandestini mentre voi siete chiusi in casa

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L’Italia si avvia verso la più grave depressione della sua storia. Quando i ‘sopravvissuti’ emergeranno dalle comodità delle loro case/prigioni troveranno una realtà del tutto diversa. A milioni perderanno il lavoro.

Eppure, senza la minima vergogna, continuiamo ad ospitare 85mila fancazzisti afroislamici in hotel per finti profughi. E il governo, invece di studiare un piano di emergenza per affrontare la disoccupazione di massa che fa? Vuole mettere in concorrenza gli italiani con i clandestini.

Il primo passo di questa folle strategia anti-italiana è stato estendere la validità fino al 15 giugno di certificati, attestati, permessi, concessioni, autorizzazioni e atti abilitativi agli immigrati stagionali.

Invece di approfittarne per fare lavorare i milioni di disoccupati italiani che usciranno di casa dopo la quarantena, perché non dubitatene, sarà terribile, il governo scellerato crea un esercito di concorrenti che ribasserà ancora di più i salari. Dei pochi lavori rimasti:

Ma è solo l’inizio. Il prossimo passo lo ha annunciato quella cosa che passa per il ministro dell’Agricoltura:

Coronavirus, il piano del Governo: regolarizzare i clandestini

E’ il piano che avevano in mente da prima dell’epidemia e che, si pensava, avessero rinunciato a mettere in atto, vista la catastrofe. Ma questi mica sono sani di mente.

Una gang criminale che ha preso il potere in modo illegittimo, dopo avere scaricato in questi anni in Italia centinaia di migliaia di clandestini, ora li vuole ‘regolarizzare’ con la scusa del ‘lavoro’. Quando tutti sappiamo quale lavoro fanno e che, anche nei casi in cui lavorano, sono lavori rubati agli italiani. E che la loro presenza precarizza il mercato del lavoro. Tanto più in quella che sarà la catastrofe sociale post-coronavirus.

Una gang criminale di cui fa parte il sistema parassitario del Vaticano che vuole carne fresca.

Solo il 16 per cento degli italiani è favorevole ad una regolarizzazione dei clandestini. Poco meno degli elettori a livello nazionale del PD. Che per la quarta volta in sei anni è al governo senza avere vinto le elezioni.

E vuole sfruttare questa chance per crearsi un esercito di altri 700mila elettori. Il piano è chiaro: prima regolarizzazione, poi ius soli.In questo modo avrebbero 700mila potenziali elettori che farebbero quello che gli italiani non vogliono più fare, tranne a Bologna: votare il PD.

La sovranità appartiene al popolo. E’ tempo di farla finita con questi abusivi al governo.




2 pensieri su “Coronavirus, il piano del governo per regolarizzare 700mila clandestini mentre voi siete chiusi in casa”

  1. Bisogna avere il coraggio individuale di agire, e lo dico a me stesso prima che a voi, le file al supermercato sono l’occasione migliore che abbiamo avuto per veicolare umori ansie paure. Io mi rimetto al messaggio che voi di vox decidiate di diffondere. Ieri un anziano romanaccio mezzo ubriaco arringava la fila dicendo: “c’è stanno a fa fa er gregge, guarda come stamo a fa er gregge” “quanti semo, 60 mio I? devono fa 60 mio I de tamponi, no i respiratori, nun servono a un cazzo, moreno uguale”. Se si mandano un paio di persone vestite bene a fila, che cominciano a parlare tra di loro, magari all’inizio senza essere d’accordo, si accendevun bel fuoco.

  2. Mi trovi preparata in materia Marco, perché io faccio da anni l’opera di convincimento di cui parli, praticamente ovunque. Di solito erano le vecchiette o signore di mezza età le persone che volevo convincere della validità dei miei argomenti. Ebbene succedeva che inizialmente erano ben disposte per il mio modo di pormi e per la mia presenza curata e rassicurante MA quando incominciavo ad entrare nel vivo… o si chiudevano a riccio o si alzavano i toni e lasciavo perdere…difficile che trascenda mostrando la mia parte borderline, questa esce se le provocazioni sono pesanti.
    Morale dipende da dove vivi, qua è pieno di comunisti.
    *Parlo al passato perché ora la mia distanza nella fila è tale da non permettermi dialoghi.

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