Nell’ospedale di De Luca muore il 50 per cento dei contagiati: lui dà la colpa a Conte

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Sembra che l’aggressività del governatore Pd De Luca, quello dei lanciafiamme, sia un modo per nascondere il fallimento della sanità campana.

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Sette medici e tre infermieri a fronte di undici posti (ora 10) in terapia intensiva. Cinque pazienti che li occupavano sono morti. La metà.

L’ultimo, Ettore Spigno, 62 anni, è morto due giorni fa: se entri in quel posto è una lotteria. Mortale.

Mancano attrezzature, farmaci e persino i sedativi. E’ Boscotrecase, Asl Napoli 3. Una situazione oltre il collasso, senza che vi siano numeri ‘lombardi’ per giustificarlo.

Al punto da spingere i medici a mettere tutto nero su bianco alla direzione generale dell’Azienda sanitaria. La risposta è di quelle che fanno cadere le braccia: riduzione da 12 a 10 dei posti di terapia intensiva Covid-19. Tutto qui.

Quello che De Luca ha spacciato per un centro ‘Covid-19’ è in realtà un piccolo pronto soccorso di provincia, privo di rianimazione e con un piccola sala operatoria per interventi chirurgici di routine.

Forse è per questo che De Luca va a caccia di passanti con gli elicotteri. Perché nei suoi ospedali si muore.

De Luca che ieri se l’è presa con il governo Conte.

“La prospettiva, ormai reale- scrive De Luca – è quella di aggiungere alla tragedia della Lombardia quella del Sud. Per noi è questione di ore, non di giorni”. La missiva è stata inviata anche al ministro della Salute, a quello degli Affari Regionali e al ministro per il Sud.

“So che la situazione è difficile per tutti. Non voglio alzare i toni. Ma non posso non dire che, per quello che ci riguarda, ci separa poco dal collasso, se il Governo è assente. Aggiunge che le richieste di forniture sanitarie chieste a Roma per combattere il coronavirus non sono arrivate.

Uno scandalo: “Abbiamo creato nuovi posti in terapia intensiva in molti ospedali- spiega il governatore – ma senza attrezzature ad hoc non possono essere messi in funzione”. Si tratta di mascherine, ventilatori, caschi, tubi endotracheali. De Luca in calce alla lettera pubblica una tabella che riassume le richieste inviate al governo per fronteggiare l’emergenza. Di tutto è arrivato appena un decimo.

Occorrevano 125mila mascherine per i sanitari: ne sono arrivate 450. Di 50mila tute protettive sono arrivate 2000. Di 250mila paia di guanti, sono arrivate appena 2000. Scandaloso, numeri indecenti.




4 pensieri su “Nell’ospedale di De Luca muore il 50 per cento dei contagiati: lui dà la colpa a Conte”

  1. Chiunque svergogni Conte, da qui a dimissioni e conseguente damnatio memoriae, è un amico. Poi ci sarà tempo di saldare i conti (e comunque a De Luca farei fare volentieri il kapò, troppe risate).

  2. Le richieste di mascherine camice presidi eccetera inviate da De Luca a Conte ricordano, se vogliamo ridere, quelle fatte dal Duce alla Germania Nazista per proseguire la guerra: in quel caso si trattava di risorse che avrebbero schiantato il Reich peggio del l’armata rossa. Arrivo’ qualcosa ma solo dopo con la sacrosanta invasione dell’alleato traditore. Spero che la lettura di ciò che succede ricalchi lo spaventoso annientamento che coinvolse il Fascismo, perché stavolta a piazzale Loreto ci vanno loro.

    1. bravo, per consolarsi puo’ sempre acquistare un gadget del Comandante Alfa sul cui sito ci sono tazzine, calendari e altre carabattole, oltre che a pistolotti autocelebrativi, si trovano anche corsi di tutti i tipi, insomma unmercato aperto che delusione……….comandante!!!

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