Link riminese tra Wuhan e Codogno? Coronavirus in Italia settimane prima

Condividi!

Secondo la giallista Selvaggia Lucarelli, tutto inizia a Rimini. Curiosamente un’altra città duramente colpita dal contagio. Ma uno studio pubblicato oggi sposta al 1° gennaio l’ingresso del virus in Italia.

Che cosa hanno in comune Wuhan e Codogno, oltre ad essere risultate entrambe le due città-epicentro dell’epidemia di coronavirus in Cina e in Italia?

VERIFICA LA NOTIZIA

Secondo la giallista Selvaggia Lucarelli, tutto inizia a Rimini. Curiosamente un’altra città duramente colpita dal contagio.

Si dà il caso che dal 18 al 22 gennaio a Rimini, in occasione della fiera del gelato Sigep, hanno trovato nel medesimo padiglione della manifestazione sia un’azienda di Wuhan sia delle ditte di Crema, Codogno, San Marino e Treviso – tutte province che hanno poi sviluppato focolai dell’infezione. Insieme a Rimini.

La città cinese è stato poi chiusa il giorno dopo. Con grave ritardo: i cinesi mandavano il virus in giro dentro i loro cittadini.

“Ora, è vero – sostiene la blogger – che potrebbe essere una coincidenza, ma in effetti nello stesso padiglione in cui c’è l’azienda di Wuhan ci sono anche aziende di Crema e Codogno con bizzarre vicinanze anche con aziende di San Marino e Treviso, due zone molto colpite dal Coronavirus. C’è anche da aggiungere che Rimini stessa ha registrato vari contagi già da febbraio”.
epidemiologica i tempi tornano e potrebbe essere una pista interessante“.

Nel mirino dell’inchiesta c’è il padiglione B3, composto da 60 stand, fra cui quello della Wuhan Huiyou Wood Products Co., Ltd, azienda produttrice di cucchiaini e vassoi biodegradabili, e quello di Crema “Il punto italiana di Nanni Franco” e la “Pomati Group srl” di Codogno. Sempre nello stesso padiglione erano presenti la “Cesarin Spa” di Verona e diverse altre del Nord (Torino, Varese, Milano, Schio, Legnano). In quello a fianco, molto vicino allo stand della “Wuhan Huiyou Wood Products Co.”, collocato a breve distanza dalla porta che collegava le due aree, “La torrefazione Sammarinese” di San Marino.

Una dipendente della Pomati di Codogno ha risposto alla richiesta di delucidazioni della Lucarelli: “A quella fiera siamo stati in tanti qui di dell’azienda di Codogno, almeno una decina di persone. C’era tantissima gente, avevamo solo il tempo di andare nel bagno, che era dentro al padiglione“. Non distante dallo stand di Wuhan, ancora, diverse aziende trevigiane tra cui “Alphatech” di Vittorio Veneto, la “Steelco”, la “Vito Italia”, la “Imesa” e altre. La titolare Giovanna Pomati dell’azienda di Codogno Pomati spiega che “gli unici punti di possibile contatto con persone di altri stand erano il bagno e il bar del padiglione. Tutto è possibile certo, ma noi che eravamo lì non ci siamo ammalati. Potremmo essere stati asintomatici, certo, e riconosco che il caso sia curioso, ma non eravamo neppure l’unica azienda di zona presenti a quella fiera”.

A rovinare il giallo, il fatto che, in realtà, secondo gli studi, il virus sarebbe entrato in Italia all’inizio di gennaio:

Coronavirus in Lombardia dal 1° Gennaio: così ce l’hanno portato i cinesi

Ma nulla elimina la possibilità dell’ingresso multiplo del virus in Italia. Come una serie di coltellate alla schiena inflitte all’Italia dalla Cina. Consapevole o meno. Sicuramente colpevole di avere taciuto il contagio e permesso ai propri cittadini di diffonderlo.

Più di Codogno, infatti, sorprende la situazione di Rimini. L’ipotesi alternativa è che sia diventata focolaio ‘grazie’ al flusso di turisti del divertimento lombardi del fine settimana.




2 pensieri su “Link riminese tra Wuhan e Codogno? Coronavirus in Italia settimane prima”

Lascia un commento