Bomba coronavirus nei campi nomadi: muore Rom e altri 4 contagiati, migliaia a rischio

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Tra i 15 decessi per coronavirus di ieri a Roma, anche quello di un 33enne zingaro di etnia rom ricoverato allo Spallanzani l’11 marzo scorso.

L’uomo, montenegrino e membro della comunità rom residente al Quarticciolo, era in rianimazione dopo avere accusato i primi sintomi del virus in un appartamento delle case popolari di via Molfetta, a Roma.

Al che apprendiamo quello che tutti sanno: le case popolari vanno a loro.

Altri quattro componenti del suo stesso nucleo famigliare, tutti residenti nella stessa abitazione sono risultati positivi al test.

Nel frattempo sono in corso le verifiche, effettuate dalle autorità sanitarie, per stabilire la lista di contatti del deceduto avvenuti prima del ricovero allo Spallanzani.

L’uomo ha un intero clan nel famigerato campo nomadi di via Salvati, abitato da centinaia di zingari dediti a furti e criminalità varia. Rom che a Roma e nel resto d’Italia sono di fatto liberi di circolare indisturbati mentre gli italiani sono chiusi in casa..

Intanto, il Campidoglio non ha varato alcun provvedimento straordinario per i rom e per i villaggi tollerati, che nella Capitale sono 9, con una popolazione di 3.446 unità.

Insomma, sono una minaccia per la collettività, visto che su di loro non vi è alcun controllo.




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