Coronavirus, in America a pazienti dosi massicce di Vitamina C

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I medici dello Stato di New York stanno somministrando ai loro pazienti contagiati da coronavirus dosi massicce di vitamina C, una tecnica che si dice abbia aiutato coloro che erano stati colpiti più duramente in Cina.

Il dott. Andrew Weber, pneumologo e specialista in terapia intensiva del Long Island Northwell Health, ha dichiarato di aver immediatamente somministrato ai suoi pazienti in terapia intensiva 1.500 milligrammi di vitamina C.

Ai pazienti vengono somministrate poi le dosi del potente antiossidante tre o quattro volte al giorno.

Ogni dose è più di 16 volte la dose giornaliera giornaliera di vitamina C consigliata.

Per gli uomini adulti, l’indennità è di 90 milligrammi, con 75 milligrammi raccomandati per le donne.

Weber ha affermato che il regime si basa su trattamenti sperimentali somministrati a pazienti con coronavirus a Shanghai, in Cina.

“I pazienti che hanno ricevuto vitamina C hanno ottenuto risultati significativamente migliori rispetto a quelli che non hanno ricevuto vitamina C”, ha affermato. “Aiuta una quantità enorme, ma non è pubblicizzato perché non è una medicina ‘sexy’.”




7 pensieri su “Coronavirus, in America a pazienti dosi massicce di Vitamina C”

  1. E’ un mese che raccomando a tutti la vitamina C e l’esposizione al sole (pure da un balcone) per metabolizzare la vitamina D.
    Proprio adesso sto per mangiare il mio limone quotidiano.
    I nostri medici dovrebbero prendere esempio dagli americani e mandare a quel paese il cosiddetto “patto per la scienza” che è puro scientismo alla Burioni

    1. Prendo la palla al balzo per ripetere che non capisco l ostilità di “esperti” tipo Burioni. Non si dice che la vita C è un farmaco anti coronavirus ma 1 : insieme alla vit D potenzia l immunità aspecifica che tutti abbiamo innata e che aiuta contro le infezioni batteriche e virali. 2 : la vita C è un potente antiossidante e non ci sarebbe nulla di strano che , per quota parte , riducesse lo stress sui tessuti e sul microcircolo. Pertanto , essendo virtualmente priva di effetti collaterali ( tranne alcune calcolosi urinarie , essendo un potente acidificante delle urine ) val la pena di assumerla costantemente. Per quanto riguarda la vita D , invece bisogna fare attenzione alla dose massima giornaliera , poiché può dare danni da sovradosaggio.

      1. Esatto, in più era nata un bel po’ di tempo fa una polemica che vedeva il Cebion, e prima il Formitrol come un cancerogeno da tenere alla larga. Un limone al giorno, certo è ben diverso, casomai mangerai prugne

    2. Si tu l’hai sempre consigliata, ma stando a quello che dicono certi medici l’infezione polmonare sarebbe causata da un grande riscaldamento contro cui il limone può poco, casomai l’aloe, il biancospino. Il limome sarebbe una protezione contro la normale influenza.
      Purtroppo non sapendo esattamente contro cosa si lotta si rischia di introdurre in un corpo sano elementi che invece di aiutare…

      1. @lavinia la complicazione polmonare che può portare il CoViD-19 ( ed allo stesso modo anche TUTTI gli altri virus influenzali, infatti al mortalità è identica per tutti) dipende da un’eccessiva reazione infiammatoria da parte dell’organismo. Sulle reazioni infiammatorie o autoimmuni si può intervenire d’urgenza con dei farmaci betabloccanti (uno di quei rarissimi casi in cui i farmaci sono più utili che dannosi!) e possono essere prevenute con una dieta povera di carboidrati e grassi Omega-6 e ricca di Omega-3.

  2. 90 milligrammi di vitC sono una quantità irrisoria totalmente inutile se non per tenere lontano lo scorbuto. Una dose di mantenimento in buona salute è di 5-6grammi (grammi, non milligrammi) al giorno mentre per uso terapeutico comincia a funzionare dai 10 grammi in su meglio ancora se somministrata endovena per infusione lenta in associazione con basi saline (sodio, potassio, calcio) per smorzarne l’acidità.

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