Coronavirus, chiusi in casa perché non abbiamo abbastanza mascherine

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Giancarlo Gentilini, l’ex sindaco-sceriffo di Treviso: “Sotto il fascismo la sanità era migliore”, parlando dell’emergenza coronavirus. E ancora: “I latini dicevano mens sana in corpore sano, e basta guardare alle opere. Gli ospedali, le colonie al mare e in montagna fatte quando c’era lui – il riferimento è ovviamente a Benito Mussolini -. Per capire come siamo messi adesso basti pensare che ancora mancano le mascherine. Ora abbiamo un coprifuoco che è peggio di quello della guerra”, conclude Gentilini.

Su una cosa ha certamente ragione: siamo chiusi in casa perché non ci sono mascherine per tutti. Se ognuno di noi avesse una mascherina in regola, potremmo girare tranquillamente.




2 pensieri su “Coronavirus, chiusi in casa perché non abbiamo abbastanza mascherine”

  1. Il coronavirus è un filamento di rna. I pori delle mascherine non lo contengono ovviamente.
    Le mascherine sono pressocchè inutili. Chi è malato di coronavirus, pur indossando la mascherina, si porta dietro il virus sui vestiti e su tutte le superfici.
    Questa delle mascherine è una polemica inutile, quando dovrebbero invece cacciare fuori i soldi per i respiratori.
    I deficienti inoltre hanno messo malati di coronavirus necessitanti respirazione artificiale nelle terapie intensive, favorendo così il contagio anche degli altri malati gravi ricoverati là.
    Andavano predisposte terapie intensive ad hoc. I tanti malati sono spesso prodotti dagli stessi ospedali. Guardate il casino che hanno fatto nel bergamasco…

  2. Bravo Luigi! Non hanno la più pallida idea contro cosa stiamo combattendo. La virulenza si poteva capire subito dai filmati cinesi. Dovevano fare come si diceva qua: dubitare segretamente della veridicità quanto si vuole, ma comportarsi come si avesse a che fare con l’ebola. In questo caso ne saremmo già fuori, perché i casi da isolare (iper protetti) sarebbero stati una dozzina al massimo.

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