La quarantena farsa dei clandestini: niente tamponi e pronti alla fuga

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Il direttore generale dell’Asl di Ragusa, sotto la cui responsabilità ricade Pozzallo, ha anche rivelato che su 275 sbarcati l’altro giorno dalla Ocean Viking, sono stati effettuati solo 45 test per diagnosticare il coronavirus (tamponi).

E questi 45 test sono stati richiesti dalla Prefettura e non dal governo. Perché il protocollo del ministero della Salute non lo prevede, come confermato da Aliquò: “Le procedure ministeriali dicono di fare il test solo a chi proviene da zone a rischio e che presenta dei sintomi”. La parola ‘asintomatici contagiosi’ non la conoscono.

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4 pensieri su “La quarantena farsa dei clandestini: niente tamponi e pronti alla fuga”

  1. Io ho capito diversamente, le voci di ieri… perché cambiano idea ogni 5 minuti: il tampone lo fanno non a chi sembra, e sottolineo sembra, sano (quelli li mandano a casa, come il modello cinese) ma solo ed esclusivamente a chi presenta tutti i sintomi ed è già grave perché evidentemente quello che gli fanno dopo è una terapia rischiosa, di cui non si conoscono gli esiti, alla mastermind come l’ho definita l’altro giorno e da l’idea realmente quel gioco, perché hanno provato di tutto sui disgraziati. Anche ammettendo che riescano li per li a strapparli alla morte, quanta aspettativa di vita hanno? E non parlo delle pericolosissime ricadute, dove il corpo pare accolga il virus centuplicandone gli effetti, secondo gli studi i guariti dovrebbero vivere sotto campane di vetro.

  2. Se un migrante contagiato, anche soltanto portatore sano, asintomatico fugge dalla quarantena può fuggire da un campo di prima accoglienza ma non può sfuggire dalla viremia della COVID-19, il guaio è che andrà per chissà quanto tempo in giro con le conseguenza immaginabili o impreviste ed imprevedibili ma apocalittiche.

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