Coronavirus, 21 morti e quasi 1.000 contagiati: “Ma ne nascondono centinaia”

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Sono 821 i contagiati in Italia per il Coronavirus. Il nuovo dato è stato fornito dal commissario Angelo Borrelli nel corso della conferenza stampa alla Protezione Civile. Il numero tiene conto anche delle 21 vittime – 4 in più di ieri – e dei pazienti guariti, che “ad oggi sono 46”.

“Il dato importante – ha aggiunto – è che la metà dei contagiati (412) sono persone che sono asintomatiche, o con sintomi lievissimi e che quindi non hanno bisogno di ospedalizzazione. Sono in isolamento domiciliare fiduciario.Altre 345 persone sono ricoverate in ospedali con sintomi e 64 sono ricoverati in terapia intensiva”.

Ad oggi l’Istituto superiore di Sanità ha confermato 383 casi di coronavirus in Italia su 383 casi esaminati e provenienti dalle Regioni. Lo ha spiegato il Commissario Angelo Borrelli sottolineando che “è evidente che l’Iss riceve i campioni una volta che sono stati dichiarati positivi e ha tempi più lunghi”.

“Quello che a me interessa e che interessa anche all’Iss, avendo riscontrato 383 casi positivi su 383 campioni esaminati, è che i laboratori che sono presenti a livello regionale stanno facendo un lavoro corretto e coerente con le indicazioni metodologiche. Spero che su questo si possa fare chiarezza una volta per tutte. È un’informazione ancora in più. Il dato che serve, lo ha detto anche l’Oms, è quello relativo al dato riscontrato dall’Iss: ma è evidente che noi disponiamo dei dati delle regioni, che le comunicano, e se noi dicessimo solo il dato dell’Iss, ci chiedereste perché la regione ne ha dato un altro. Noi – ha concluso Borrelli – comunichiamo tutti i dati, l’importante è che siano coerenti”.

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Ma i dati comunicati sul numero dei contagi da coronavirus non sono reali. Lo denuncia Alessandro Vespignani, direttore di Gleam (Global Epidemic and Mobility Model) e fisico dei sistemi complessi.

La sua società si avvale di un modello matematico per prevedere il numero dei contagiati di un virus. Il sistema si chiama “epidemiologia computazionale” e si basa su un modello probabilistico che tiene conto della popolazione di un Paese e dei suoi spostamenti.

La popolazione viene divisa in caselle, di cui si studiano gli spostamenti; così in base al numero dei contagiati di un Paese si intuisce su quali rotte il virus può muoversi. E di conseguenza si possono prevedere le realtà più a rischio.

Secondo Vespignani i numeri dei contagi comunicati dalla protezione civile italiana mercoledì 26 febbraio erano ben più alti: 750, e non 470.

Il fisico sostiene che “la differenza dipende dalla frazione di positivi al virus ma non visibili, il cui numero è sconosciuto”. Proprio gli asintomatici sono la grande preoccupazione dei governi mondiali; Vespignani li stima nel 60% della popolazione: previsione catastrofica.

Gli stessi modelli ci dicevano settimane fa che i contagiati in Cina non erano decine di migliaia ma centinaia di migliaia. Probabilmente oggi sono milioni.

Il personale sanitario rappresenta il 10% dei positivi al coronavirus in Lombardia. Il dato è stato reso noto dall’assessore regionale al Welfare, Giulio Gallera, nella consueta conferenza stampa per fare il punto sull’emergenza. “Abbiamo deciso di fare il tampone ai contatti diretti che manifestino i sintomi – aggiunge – E proprio per preservare il personale sanitario, abbiamo deciso di fare il tampone anche a tutti i pazienti che vengono ricoverati per presunta polmonite”.




4 pensieri su “Coronavirus, 21 morti e quasi 1.000 contagiati: “Ma ne nascondono centinaia””

  1. Dalla tv locale Primocanale ieri sera avevo riportato qua verso le 23 in un post, i dati soltanto della Liguria, risultavano in quarantena 580 persone, suddivise nelle asl 2 e 5 il che vuol dire soltanto a Savona e La Spezia.
    E Genova? Mi pare strano non ci sia nemmeno un caso, tanto più che la straniera malata, fatta scendere in tutta fretta dall’aereo, ha scelto di rimanere in casa di un amica per passare la quarantena qui nel capoluogo ligure.
    Se in due piccole province contano 580 casi moltiplichiamoli per tutte le province e avremo un idea un pochino più precisa degli spaventosi numeri.

  2. Mentre la malattia si propaga indisturbata, con le demenziali uscite della protezione civile ‘dato incoraggiante’ che ‘solo’ la metà dei contagiati finisca in ospedale, non so se sia più criminale o delirante tale affermazione, il nostro governo invece di mettere in atto misure drastiche come hanno fatto in Cina a costo di ridurre la libertà personale ed aggirarsi strada per strada con autopompe disinfestanti, che fa tanto film americano, pensa ai decretucci per l’economia.
    Perché l’economia ha più valore degli uomini, mentre anche in Cina hanno capito il contrario. O meglio, hanno capito che senza uomini non c’è neppure economia.

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