Ci si prepara al peggio: ospedali da campo e brandine se contagio non si ferma

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Quanto accaduto a Lodi questa notte, con 51 ricoveri nel giro di poche ore, spaventa. E descrive quello che è il vero pericolo dell’epidemia da coronavirus: il collasso del sistema sanitario in presenza di un contagio di massa. Questo farebbe crescere il già alto (per un’epidemia che può facilmente colpire milioni di persone) dato sulla mortalità: 3 per cento.

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E così la Lombardia si prepara al peggio e spera per il meglio. Cioè alla pianificazione degli ospedali da campo, delle brandine e delle postazioni letto per gli isolamenti, per cui la Protezione civile ha già individuato i luoghi.

Tutto questo nel caso, che stanotte è parso più probabile del previsto, in cui non dovessero più bastare i letti dei reparti di terapia intensiva. Ricordiamolo: sono solo 4mila posti in tutta Italia distribuiti in circa 500 ospedali, e un centinaio in Lombardia. Robetta se si mette male.

“Non si sta rinunciando al contenimento, ma si sta correggendo il tiro su alcune iniziative che hanno avuto effetti economici. E ci stiamo preparando alla fase due, quella rivolta più alla mitigazione”, spiega Fabrizio Pregliasco, virologo dell’ Università degli Studi di Milano.

Al momento sono stati reperiti quasi tre mila e 500 posti letto nelle strutture militari, di questi 1789 sono stati messi a disposizione dall’Aeronautica militare. In caso di emergenza sarebbero pronti altri posti negli alberghi. Ma è chiaro che una cosa è un ospedale, altra cosa è un hotel.




2 pensieri su “Ci si prepara al peggio: ospedali da campo e brandine se contagio non si ferma”

  1. Anche se fosse vero che “solo” il 3% dei contagiati ha bisogno di cure ospedaliere, come con tono mellifluo e beota ci propinano, stiamo parlando per ogni milione di 30000..trentamila posti posti letto….eh sì proprio una banale influenza. Dilettanti in malafede.

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