Il paziente zero è la globalizzazione: coronavirus dà inizio alla recessione globale

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Gli economisti hanno lanciato l’allarme: c’è il 40% di probabilità che il coronavirus contagi l’economia globale, facendola sprofondare nella recessione. Oltretutto – avvertono – se il virus venisse dichiarato pandemia, la crisi economica mondiale sarebbe certa. L’agenzia di rating statunitense Moody’s ha condotto uno studio sulle stime di crescita del Pil mondiale. Presumibilmente l’economia del globo subirà un arretramento dello 0,4 % nel 2020. Effetti moderati, ma dalle ripercussioni globali, anche negli Stati Uniti, che secondo Moody’s dovranno tagliare le stime di crescita dell’1,7%.

Qui il peccato originale è la Globalizzazione. Il movimento frenetico di persone e merci sta distruggendo l’economia, le società e la salute occidentali. L’apertura alla Cina è stata una follia sotto tutti questi punti di vista: in pochi si sono arricchiti, in tanti si sono impoveriti.

Da sempre la Cina è origine delle pandemie globali:

Coronavirus: tutte le grandi pandemie sono arrivate dalla Cina, la culla dei virus

Ma oltre questo, avere concentrato in Cina praticamente tutta la produzione mondiale, compresa quella di oggetti necessari durante le pandemia, come le mascherine e i farmaci, ha reso il mondo più fragile.

Ad oggi negli Usa non ci sono abbastanza mascherine in caso di scoppio dell’epidemia perché ‘Walmart’ le importa tutte dalla Cina e Pechino ha richiamato indietro le navi cariche e bloccato l’export: servono a loro.

E’ un piccolo esempio. La Globalizzazione avvantaggia pochi e rovina la vita alla maggioranza della popolazione occidentale.

Senza frontiere ti becchi i clandestini e i virus. Alcuni vogliono tornare alla ‘normalità’: ma la normalità è ciò che ci ha portati a questo.




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