Coronavirus, guarire non basta: c’è il primo caso di recidiva, Giappone chiude tutte le scuole

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Primo caso di recidiva del coronavirus in Giappone. Si tratta, per le autorità sanitarie di Osaka di una donna intorno ai 40 anni, risultata positiva al coronavirus per la seconda volta in un mese. E’ una guida turistica che aveva lavorato con dei visitatori provenienti da Wuhan ed era poi stata ricoverata perché contagiata. Il 6 febbraio era stata dimessa, ma negli ultimi giorni si è sentita di nuovo male e le è stato nuovamente riscontrato il virus.

Ma si, è poco più di un’influenza.

E il Giappone ha deciso la chiusura totale di tutte le scuole di ordine e grado. L’errore più grande che l’Italia ora potrebbe fare è “tornare alla normalità”. Si vive normalmente quando è tutto normale.




5 pensieri su “Coronavirus, guarire non basta: c’è il primo caso di recidiva, Giappone chiude tutte le scuole”

  1. O muta, o ce n’è in giro più di un ceppo, oppure è così bastardo che il sistema immunitario non riesce a produrre difese. (ipotesi di un ignorante, come sempre da prendere con cautela).
    Se non sbaglio, già c’erano stati altri casi di recidiva in Cina.

  2. Detto volgarmente…cazzi amarissimi!!!
    Dobbiamo iniziare a fare tante foto ricordo?
    Per chi resta?
    Voglio farmi un fotoritratto dove io novello Vlad Tsepesh contemplo da un trono di teschi una foresta sconfinata di comunisti impalati vivi.

  3. Si potrebbe parlare di un falso negativo come in una Terapia su base Fitoterapica Tradizionale Africana realizzata dal già Presidente della Gambia Jammeh per i malati di Aids. La notizia venne fornita dal quotidiano governativo “The Daily Observer” del 18 gennaio 2007, “Jammeh Starts Curing HIV/Aids Patients Today” e ne parlò anche il “Guardian” del 21 febbraio 2007 nell’articolo “I can cure Aids, and I will” (qui reperibile sul Web: http://www.guardian.co.uk/world/2007/feb/21/aids).
    I risultati positivi della Terapia ideata dal Presidente Jammeh sarebbero stati convalidati, confermati dal Professor Rajae EL Aouad, Direttore dell’Istituto Nazionale d’Igiene del Ministero della Sanità del Regno del Marocco (Fonte Web: http://www.statehouse.gm/hiv-test-rsult2_150307/index.htm
    Secondo alcuni il fatto che dopo la Cura ideate dal Presidente Jammeh non si ritrovi traccia del Virus in molti pazienti non proverebbe comunque l’efficacia della Terapia Presidenziale al 100%, cioè non vi sarebbe prova che il Virus sia stato eradicato in quanto alcuni dei pazienti sottoposti alla cura del Presidente Jammeh avevano preso precedentemente farmaci occidentali propri di un Protocollo Terapeutico Antiretrovirale che talvolta rende il Virus non rintracciabile (Fonte Web: http://www.avert.org/cure-for-aids.htm) ed inoltre nella fase acuta – come spiegò il Prof. Aiuti – “si ha quasi sempre positività, poi subentra la negatività. La replicazione virale si può negativizzare per un periodo che va da uno a 6-7 anni, ma non significa che il Virus sia sparito. quel valore non vuol dire nulla” (Fonte Web: http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=100042)
    C’è poi sempre l’incognita dei falsi negativi e dei falsi positivi.

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