Coronavirus, assurdi paragoni: “Chi in quarantena come i migranti in hotel”

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All’hotel Bel Sit di Alassio, affacciato sul mare, isolato dopo il ricovero per Coronavirus di cinque persone (la prima, un’anziana del lodigiano, e altri quattro che stavano nello stesso albergo) si trovano circa 120 ultrassessantenni in quarantena obbligatoria. L’albergo è guardato a vista da una pattuglia della Guardia di Finanza, con le transenne a impedire l’accesso, gli ospiti ogni tanto si affacciano alle finestre. Qualcuno con la mascherina, altri senza dispositivi di autotutela. Oggi, al culmine del nervosismo, c’è chi ha buttato i sacchetti con il cibo distribuito dal servizio di protezione civile dalla finestra. Savonanews ha pubblicato una foto del cibo gettato all’entrata. Sono gesti comprensibilissimi da parte di chi si trova in una situazione del genere. Così come d’altronde lo erano quelli di chi faceva cose del genere in situazioni simili, ma su questi ultimi qualche politico sciacallo e qualche social merda manager di solito ci fanno le vagonate di like gridando all’indignazione. Qui, state sicuri, staranno tutti zitti.

Cosi scrive un giornale di estrema sinistra, paragonando chi vive nel terrore di essere contagiato, isolato da giorni, a chi veniva sollazzato e passava (passa) le giornate in panciolle magari spacciando la sera e non certo prigioniero e isolato.

Ma si sa, c’è chi è ossessionato dai migranti.




Un pensiero su “Coronavirus, assurdi paragoni: “Chi in quarantena come i migranti in hotel””

  1. Una notizia in tv che mi ha lasciato basita…dicevano che hanno istuito un numero verde però non ho capito se riguardava tutta la Liguria o solo Genova, perché facendo zapping era già iniziato e continuava dicendo che chi risponde al telefono sono volontari, studenti in medicina o similari, sarebbero già 40.000 le persone che hanno preferito chiamare. Mi sembra un numero enorme no? Consideriamo che i malati effettivi sarebbero “solo” 11.

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