Le terribili condizioni sanitarie delle fabbriche cinesi in Italia

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Giordano Riello racconta la sua esperienza con i vicini di fabbrica cinesei

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I miei vicini di stabilimento sono dei Cinesi. Questi hanno incollato alle finestre scatole di cartone (per non vedere dentro), il citofono rotto e nessuna insegna fuori dal capannone ( cosa strana per un’azienda).

La cosa più preoccupante però, che mi ha fatto al tempo telefonare alle forze dell’ordine (e che purtroppo non sono intervenute) era la particolare puzza di cibo che ogni tanto usciva da quello stabilimento e che invadeva il nostro.

[…] un pomeriggio, ricordo benissimo di aver visto uscire da quella azienda un uomo che dal fosso di fronte ha preso una bella pantegana. Oltretutto più volte diverse persone si recavano fuori dallo stabilimento per espletare i loro bisogni fisiologici. Era un capannone che non conosceva sabato o domenica. In due anni che sono stato lì non sono mai riuscito a capire in quanti vivessero all’interno e in quali condizioni igieniche operassero. Il rispetto delle regole igienico/sanitarie deve essere tassativo ed imperativo per tutti!

Insomma, questi hanno distrutto il nostro tessuto produttivo. E abbiamo dei dementi che in questi giorni ci invitavano a frequentare i loro locali perché ‘poverini’ chiudevano: ma magari!

E’ per come vivono loro che nascono questo tipo di virus nel loro Paese. Ed è per l’idiozia dei nostri buonisti che lo abbiamo fatto arrivare in casa nostra.

E visto come spariscono, avreste difficoltà a credere che stanno sparendo senza che ce ne stiamo accorgendo?




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