Coronavirus, vietato ingresso a italiani in mezzo mondo

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Prima hanno permesso che il virus uscisse dalla Cina, ora prendono cautele ridicole. Anche perché, sia chiaro: è in tutto il mondo, presto anche gli altri saranno costretti a dare i veri numeri. Ciò detto: Conte ha gestito l’emergenza malissimo, sia in termini di controllo che di comunicazione.

La compagnia aerea bulgara Bulgaria Air ha sospeso i voli con Milano fino al 27 marzo a causa della diffusione del coronavirus. Lo riferisce la compagnia in una nota, aggiungendo che i passeggeri già in possesso di biglietti possono chiederne il rimborso o programmare altre date.

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L’Iraq ha esteso indefinitamente il suo divieto d’ingresso ai viaggiatori provenienti da Cina e Iran e ha imposto simili limitazioni alle persone provenienti da Thailandia, Corea del Sud, Giappone, Italia e Singapore, ha riferito oggi il ministro della Salute. Il divieto d’ingresso riguarda tutti i viaggiatori che provengono direttamente o indirettamente da questi Paesi ma esenta i cittadini iracheni, i diplomatici e le delegazioni ufficiali, ha riferito il ministro nella sua dichiarazione. Agli iracheni è stato inoltre consigliato di non viaggiare in questi Paesi. Le scuole e le università sono state chiuse per dieci giorni a Najaf, dove ieri è stato registrato il primo caso di coronavirus, ed è stato suggerito ai cittadini di non spostarsi all’interno della provincia.

Le autorità britanniche hanno chiesto ai loro cittadini di ritorno dal nord Italia di rimanere isolati nelle loro case, come misura per contenere la diffusione del coronavirus COVID-19. Il ministro della Salute Matt Hancock ha detto che coloro che tornano dalle zone a nord della città italiana di Pisa non devono lasciare le loro case per 14 giorni. Il provvedimento è consigliato anche a chi è tornato da poco da quelle zone. “Se ci sono persone che sono state nelle zone colpite che il governo italiano ha messo in quarantena, allora dovrebbero essere isolate, che abbiano o meno i sintomi” del virus, ha detto il ministro alla Bbc. Hancock ha aggiunto che non è a conoscenza di alcun britannico nelle aree di quarantena italiane, dove circa 50.000 residenti non possono uscire per 14 giorni senza un permesso speciale. Nel Regno Unito ci sono 13 persone colpite dalla malattia, ma si tratta di persone che sono state o hanno visitato la Cina.

Dopo un viaggio di lavoro nel nord Italia, 28 impiegati della Clinica universitaria austriaca di Salisburgo sono stati posti in quarantena. Si tratta di una misura precauzionale anche perché i dipendenti non hanno avuto alcun sintomo, tantomeno legato al coronavirus. Quella nei confronti dei 28 impiegati è la cosiddetta “quarantena automatica” ed è stata avviata telefonicamente. Gli impiegati resteranno nelle proprie abitazioni per 14 giorni e, secondo il portavoce della clinica, la misura riguarda anche i familiari degli impiegati.

Israele sconsiglia i viaggi in Italia. Lo ha annunciato il ministro della Salute, Yaakov Litzman, sottolineando che il governo sta anche valutando se imporre la quarantena ai viaggiatori di ritorno dall’Italia per il timore di contagio da coronavirus. “Abbiamo raccomandato agli israeliani di non recarsi in Italia, stiamo cercando di capire se l’Italia e l’Australia diventeranno Paesi dai quali chi ritorna verrà messo in isolamento non appena giunto in Israele”, ha detto il ministro alla radio dell’esercito. “Non abbiamo paura di imporre la quarantena”, ha aggiunto, in un apparente riferimento alle eventuali ricadute diplomatiche. L’Australia ha confermato 22 casi di contagio, sette dei quali erano tra gli australiani evacuati dalla nave da crociera Diamond Princess, ormeggiata in Giappone.




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