Coronavirus, medico: “E se paziente zero arrivato col barcone?”

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Maria Teresa Baione, medico, accusa il governo per la gestione dilettantesca dell’epidemia in corso. E alla fine del suo intervento pone e si pone la domanda: “[…] visto che non si riesce a trovare il «paziente zero», perché non si può pensare che, alla fine, abbiamo sbarcato un contagiato?

È veramente singolare constatare come il governo Pd-M5S invochi un coordinamento nazionale per gestire l’emergenza da coronavirus su tutto il territorio italiano, cosa meritevole ma, oggi, fuori tempo massimo. Era ciò che andava fatto alle prime notizie del contagio da Covid-19, quindi a gennaio del 2020, quando i governatori del Nord Italia chiedevano misure restrittive, necessarie al contenimento dell’epidemia, per tutti coloro che provenivano dai Paesi contagiati. Giova ricordare che un ministro di questo governo diceva che era necessario «bloccare il virus, ma non le persone», come se il virus non circolasse insieme alle persone contagiate.

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Il problema dell’Africa è immenso e non siamo assolutamente sicuri che il virus Covid-19 non sia già presente, visti i rapporti con la Cina e con la zona industriale da cui ha preso origine l’epidemia. In tutto il continente, infatti, sono migliaia le aziende cinesi e milioni gli «operatori economici» che giungono dalla Cina! Gli Stati africani non dispongono delle adeguate coperture sanitarie per fronteggiare un’eventuale epidemia che, quindi, potrebbe propagarsi in modo catastrofico. E visto che non si riesce a trovare – ma questo, ormai, poco importa – il cosiddetto «paziente zero» (da cui tutto sarebbe partito), perché non si può pensare che, alla fine, abbiamo sbarcato un contagiato?

Vista la velocità con cui li portano da sud a nord, potrebbe anche essere. Ma potrebbe anche essere un operatore o un militare in trasferta durante uno degli sbarchi. Potrebbe essere un ‘volontario’ di una qualche ong.

Comunque, secondo noi, la probabilità maggiore è che sia un cinese di ritorno. Il 90 per cento è tornato dalle zone infette per vie traverse e altre migliaia nei giorni precedenti la chiusura dei voli. A migliaia sono scomparsi e non si sa nulla di loro. Molti sono risultati infetti ma i media ne parlano pochissimo.




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