Islamico strangola moglie perché in omogeneizzato italiano c’è il maiale

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L’immigrato musulmano non esitava a pestare la moglie anche davanti al figlio. Per sfamare il piccolo, la donna si era rivolta alla chiesa ed era tornata a casa con degli omogenizzati. E il magrebino ha tentato di strangolarla perché c’era carne di maiale.

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E’ accaduto nel comune di San Valentino Torio (Salerno). Il marocchino di 39 anni è stato condannato per il reato di maltrattamenti. Dal racconto della vittima è emerso che le violenze avevano avuto inizio anni fa per poi peggiorare durante il corso degli anni.

Tanti gli abusi subiti dalla vittima, una cittadina straniera di nazionalità bulgara. Spesso ubriaco o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, il magrebino non esitava a sfogare su di lei tutta la propria rabbia. Ai maltrattamenti continui, si aggiungeva inoltre anche la totale noncuranza del nordafricano nei confronti della famiglia. Il 39enne non si preoccupava infatti neppure di portare il denaro a casa, così la consorte si era più volte vista costretta a rivolgersi a delle strutture di carità per trovare qualcosa da dare da mangiare al loro figlio.

E proprio per questo, dopo avere chiesto aiuto ad un uomo di chiesa, la donna, tornata a casa con dei vasetti di omogenizzati con i quali sfamare il bambino, è stata pestata dal migrante, accortosi che all’interno dell’alimento si trovava anche del maiale.

Il magrebino aveva dato completamente di matto, avventandosi come una furia contro la moglie. “Il bambino non deve mangiare il maiale”, le aveva gridato il nordafricano. Dopo averla gettata a terra, l’uomo aveva continuato ad infierire su di lei, lanciandole addosso bottiglie ed oggetti di vario genere, sino ad arrivare a stringerle le mani attorno al collo nel chiaro tentativo di strangolarla.

Gli attacchi e gli scatti d’ira erano poi proseguiti. Interrogata dagli inquirenti, la moglie del nordafricano ha ricordato un episodio in particolare, avvenuto durante la festa islamica del sacrificio. “Un giorno c’era la festa di loro che ammazzano le pecore, perché è la loro festa di marocchini, e lui davanti al mio bambino ha tagliato la gola alla pecora, e il bambino si è spaventato molto, si è messo a nascondersi sotto la tavola, e diceva il Padre Nostro. E lui si è infuriato: ha detto che non doveva dirla, quella preghiera; doveva dire che non ci sta Gesù”, ha raccontato la vittima.

Incastrato dalle prove a suo carico, il 39enne è stato condannato 2 anni e 4 mesi di reclusione dal giudice del tribunale di Nocera (Salerno), che ha disposto ulteriori indagini.




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