Coronavirus, Sardine: “Il problema è il razzismo”

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Propongono, insieme ad altri accoglioni, «l’antidoto culturale» contro il Coronavirus: «L’unica mascherina utile è quella della cultura».

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Entrate nel dibattito fra biologi e virologi, le Sardine, a colloquio con l’Adnkronos, hanno infatti voluto precisare che loro, in concomitanza all’arrivo in Italia del virus che ha già richiesto misure da stato d’emergenza, proseguiranno l’indispensabile battaglia contro la «disinformazione» che starebbe prendendo di mira persone “dai tratti somatici asiatici”: proprio così hanno scritto.

Anche perché, come ha spiegato nei giorni scorsi Mattia Santori, loro non portano soluzioni. Sparano solo cazzate.

«La cultura non risolve il problema del coronavirus, le istituzioni stanno facendo la loro parte dando consigli e indicazioni importanti che vanno seguiti». E allora, di che parliamo? Ancora le sardine: «Certamente bisogna ascoltare la scienza, ma noi parliamo di discriminazione, attualmente nei confronti di persone dai tratti somatici asiatici, questo l’Italia non può permetterselo». Parliamo del paese che non ha neppure, come chiedeva l’immunologo Roberto Burioni, reso obbligatoria la quarantena per chi torna dalla Cina.




2 pensieri su “Coronavirus, Sardine: “Il problema è il razzismo””

  1. Permettetemi per il momento di ignorare il tema perché mi ha folgorato un idea… vi ricorderete certamente degli stranieri che la Germania e la Francia deportavano in Italia, ecco non è che la stessa cosa accade coi malati?
    La chiusura delle loro frontiere nei confronti di chi arriva da qua contribuirebbe ad isolarci maggiormente. Hanno stanziato molti fondi ma noi non abbiamo il necessario per tutelarci, comprese mascherine e tamponi. La posizione geografica italiana è ideale, tutta protesa verso l’esterno: un lebbrosario perfetto.

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