Codogno, la quarantena flop del governo: cittadini escono senza controlli

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A Codogno si può entrare e uscire. Un po’ come i clandestini che sbarcano e i cinesi che entrano in Italia. E’ la quarantena alla carlona di Conte s compagni.

Non ci sono controlli, nonostante i divieti stabiliti ieri sera dopo il consiglio straordinario dei ministri.

“Non ci sono militari, niente di niente, nessun controllo di accesso o in uscita”, spiega un abitante della cittadina. “Sono entrata e uscita e sto passeggiando nel paese”, è la testimonianza di una donna arrivata da Milano.

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Saltano le misure restrittive e di massima allerta stabilite nel “decreto emergenza” diramato dal Governo centrale per contenere la diffusione del virus fuori dai confini territoriali del lodigiano. Stando alle ultime indiscrezioni, pare che, contrariamente a quanto deciso, la “zona rossa” della Lombardia non sia pattugliata da alcun militare ma, al contrario, sia garantita invece la libera circolazione dei cittadini. Dopo l’esplosione della pandemia, che in Lombardia ha fatto registrare il paziente 1 proprio a Codogno, in provincia di Lodi, il consiglio dei ministri aveva emesso un decalogo di provvedimenti stringentissimi al fine di evitare una propagazione a macchia d’olio del Covid-19.

Posti di blocco intorno ai paesi del contagio, corridoi sterili per garantire l’approvigionamento dei generi alimentari e farmaceutici ai cittadini in quarantena ma, soprattutto, pattuglie di militari per cinturare i luoghi colpiti dall’epidemia. Sulla base del “modello Wuhan”, infatti, si è deciso di schierare in campo anche l’esercito, proprio come è accaduto nella provincia di Hubei, ground zero del nuovo virus. Ogni area dove vivono o sono transitate persone positive ai test avrebbe dovuto essere completamente isolata ed interdetta alla circolazione. Le vie di accesso avrebbero invece dovuto essere controllate da auto di polizia e carbinieri in modo che nessuno potesse entrare o uscire ad eccezioni di esigenze particolari accertate da un’autorizzazione del prefetto. Ma stando alla indiscrezioni, il piano emergenza sembrerebbe essere già saltato.

Ma Codogno non è l’unico paese dove manca la cintura di sicurezza delle Forze dell’Ordine. Stando a quanto riporta il quotidiano locale Il Cittadino, al casello autostradale di Ospedaletto-Casalpusterlengo, lungo la statale 234, non ci sono pattuglie militari a controllo del traffico in entrata ed uscita dalla “bassa”. I mezzi circolano senza nessuna limitazione sulla strada ragion per cui è impossibile prevedere se si tratti di residenti oppure no. Ad ogni modo, qualora venissero applicate le misure stabilite, i trasgressori rischiano fino a 3 mesi di carcere con un’ammenda fino ai 200 euro.




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