Coronavirus, quello che nessuno vi dice: NON frequentate locali cinesi

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“Noi consigliamo ai milanesi non di stare in casa ma di limitare più possibile, di ridurre la socialità e avere norme igieniche”. Lo ha detto il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, al termine del tavolo in prefettura con il prefetto Renato Saccone e l’assessore lombardo al Welfare Giulio Gallera.

Quindi non consigliate più di farsi scorpacciate di involtini primavera nei locali cinesi, come avete fatto per settimane.

La verità è che non hanno comunque il coraggio di dire quello che doveva essere detto fin dall’inizio: non frequentate locali cinesi.

Perché se è impossibile differenziare tra un italiano stato in Cina e uno che non c’è mai stato, è certo che un cinese può esserci stato. E allora precauzione vorrebbe non frequentare i luoghi che frequentano loro.

C’era un’altra possibilità: chiudere l’accesso all’Italia agli stranieri provenienti dalla Cina e obbligando alla quarantena gli italiani. Non l’avete fatto, e ora ogni cinese è un possibile infetto.

Anche perché, siamo pronti a scommettere, si scoprirà che il coronavirus in Italia l’hanno portato loro, in qualche modo. Perché è statisticamente remota la possibilità che poche centinaia di italiani abbiano portato il virus e decine di migliaia di cinesi no.

Oppure è pieno di clandestini cinesi infetti, e fanno la fine che fanno in Cina. O che fanno di solito a Prato e dintorni: spariscono e non muoiono mai.




Un pensiero su “Coronavirus, quello che nessuno vi dice: NON frequentate locali cinesi”

  1. pranzo 2 volte a settimana in un ristorante 2 settimane fa nonostante il locale fosse aperto, il proprietario pino , mi proibi l ingresso , alla mia domanda del perche’ mi rispose che aveva 4 cinesi a pranzo e per questo non accettava altri avventori… graxie pino.. tornero’ a pranzare da te tra 1 mese, se ti sei infettato?, e comunque se mi garantisci che nel frattemoo non e’ giunto nessun altro! ne cinese e ne negro

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