Coronavirus: bar Padova frequentato dai CINESI il focolaio, 9 ricoverati

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Sembra risolto il mistero di come sia nato il focolaio in Veneto che ha già visto più di una decina di contagiati e un morto a Padova. Il virus sarebbe stato portato in zona dai cinesi.

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E’ di dodici persone infette il bilancio dei contagiati da Coronavirus in Veneto, compreso l’uomo deceduto nella notte, annuncia il governatore Luca Zaia, a conclusione di una riunione operativa che si è tenuta a Marghera (Venezia).

Le indagini hanno confermato che esiste una comunità cinese che frequentava il bar di Vò Euganeo, lo stesso bar frequentato dai primi due contagiati. Nei confronti di nove di loro si è proceduto con un test e con il ricovero nel reparto di Malattie infettive dell’ospedale.

“La prossima settimana le Università rimarranno chiuse”, ha quindi annunciato il presidente del Veneto. Tra i contagiati ci sono due famigliari del signor Adriano Trevisan”: la moglie e la figlia dell’uomo di 77 anni deceduto ieri, venerdì 21 febbraio. Ad essere in condizioni stazionarie, invece, l’amico di Trevisan che fino a poco fa era il secondo caso di contagio da coronavirus in Veneto. Ma non solo perché c’è una persona risultata positiva al test a Dolo, sempre nel veneziano, ora ricoverata in terapia intensiva.

Insomma, quei dementi che dicevano di ‘abbracciare un cinese’ e mangiavano involtini primavera e definivano ‘razzista’ chi voleva mettere in quarantena cinesi e non provenienti dalla Cina, si confermano per quello che si sapeva sono: criminali. E idioti.

E ill test per il Coronavirus sul 77enne deceduto ieri a Padova è stato eseguito solo dopo 14 giorni dall’insorgere dei sintomi. Questo perché, ha spiegato la dottoressa Francesco Russo, della Direzione Prevenzione della Regione Veneto, il paziente “si e presentato con un quadro di polmonite e non presentava il criterio principale per la diagnosi che è quello epidemiologico e cioè quello che prevede o un viaggio nelle aree a rischio o contatti con soggetti provenienti da aree a rischio”.

“Quando poi – ha concluso Russo – il paziente non migliorava con le normali terapie messe in atto per la polmonite da influenza si e fatto il test”.




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