Coronavirus, aveva ragione Burioni: asintomatici sono contagiosi

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La carica virale del Coronavirus, secondo gli scienziati cinesi, persiste anche nel paziente asintomatico dopo 7-11 giorni dal contatto con un caso.

Ad affermarlo è il team di Lirong Zou del Centro provinciale del Guangdong per il controllo e la prevenzione delle malattie.

“La nostra analisi – si legge nello studio – suggerisce che il modello di diffusione dell’acido nucleico virale nei pazienti con infezione da Sars-CoV-2 è simile a quello dei pazienti con influenza e appare diverso da quello osservato nei pazienti con infezione da Sars-CoV”.

Non solo, la carica virale rilevata nel paziente asintomatico, “era simile a quella dei sintomatici, il che suggerisce il potenziale di trasmissione dei soggetti asintomatici o minimamente sintomatici. Questi risultati sono in linea con i rapporti secondo cui la trasmissione può avvenire nelle prime fasi dell’infezione e suggeriscono che la rilevazione e l’isolamento dei pazienti potrebbero richiedere strategie diverse da quelle richieste per il controllo della Sars”.

Insomma, il rischio è molto più alto di quanto anche il governo italiano va dicendo:

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3 pensieri su “Coronavirus, aveva ragione Burioni: asintomatici sono contagiosi”

  1. Il governo italiano ignora deliberatamente i consigli di medici intervistati che davano, per esempio, come insufficienti i 14 giorni di “quarantena”.
    Burioni nella trasmissione di ieri sera è apparso preoccupato e le sue affermazioni non lasciavano dubbi sul fatto che, se fosse lui a scegliere sul da farsi, si comporterebbe in modo assai più responsabile. C’è la volontà che questo contagio avvenga.
    Per la meningite dopo il quarto morto a Genova telefonai allo staff di Sonia Viale lamentandomi con fermezza di precauzioni mai prese, di disinfezioni sui mezzi mai eseguite e moooolto altro…Dopodiché in rapida successione si ammalarono 2 bambini uno di 5 e l’altro di 11 anni ma le notizie cessarono ABILMENTE.

  2. Vorrei aggiungere una nota di biasimo nei confronti di quel dottorucolo dello Spallanzani, di cui non ricordo nemmeno il nome, il quale l’altro giorno ha fatto un affermazione vergognosa, additando come “stupide” quelle persone che ritengono più sicuro girare con la mascherina in strada o nei luoghi affollati. Ebbene io sono una di loro. Incurante dell’epiteto ricevuto, porto la mascherina come un vessillo della mia rivolta personale, un ostentazione contro un buonismo assurdo che mette a repentaglio le vite di una moltitudine. Il guanto è da sempre l’oggetto con cui si sfida l’avversario e io uso anche quello.

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