Segretario CGIL va al comizio di Salvini: panico nel sindacato

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Chi è sul campo ha ormai compreso che la sinistra fucsia non fa gli interessi dei lavoratori che, del resto, ormai da anni votano i populisti in tutta Europa. I fucsia sono lo schieramento, minoritario e minorato, delle élite corrotte: non si occupano più di diritti ma di capricci. Da Marx a Luxuria

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Il segretario della Cgil non ha solo partecipato al comizio di Matteo Salvini lo scorso giovedì a Torino, ma ha anche varcato il palco. Un gesto che non è piaciuto ai sindacati che si sono visti, dalla parte del Carroccio, molti dei loro esponenti. “I nostri principi – si è subito scaldato l’ex parlamentare e storico riferimento della segreteria piemontese della Fiom, Giorgio Airaudo – sono incompatibili con quelli della Lega e mi ha molto colpito vedere la Cgil da Salvini”. E ancora: “Non bisognava prestarsi a questo tentativo di manipolazione. Ci siamo fatti usare”.

Ma il duro commento arriva anche dalla Camera del lavoro piemontese, che, con una nota, ha parlato di “partecipazione inopportuna” da parte dell’esponente della Cgil. “Abbiamo chiesto alla Cgil del Piemonte di non partecipare all’iniziativa organizzata dalla Lega a Torino – precisa – che si è configurata come iniziativa di campagna elettorale, in quanto sbagliato e inopportuno. Altra cosa è la partecipazione a incontri di natura istituzionale, poiché questo è il ruolo che si esercita nelle sedi decisionali in rappresentanza delle lavoratrici e dei lavoratori”.

Non hanno capito nulla. I lavoratori non sono con voi. Perché voi li avete venduti al Capitale e messi in diretta concorrenza con immigrati e ‘cinesi’.




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