L’invasione nigeriana dell’Italia: quintuplicati e commettono 12mila reati l’anno

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Gli africani residenti in Italia sono passati dai 549.801 del 2004 ai 1.140.012 del 2020, mentre quelli asiatici residenti sono passati dai 335.004 del 2014 ai 1.092.840 del 2020. Un’invasione.

Residenti africani in Italia – Francesca Totolo

La Nigeria è passata dalle 26.383 unità del 2004 alle 117.358 del 2019 (un aumento del 450 per cento), la Costa d’Avorio ha triplicato le presenze, mentre i residenti in Italia di nazionalità del Mali sono passati da 541 a 22.840 e quelli della Guinea da 1.259 a 13.493. Gli stranieri provenienti dall’Eritrea, Paese che ha una lunga storia di immigrazione in Italia partita negli anni Sessanta, non sono nemmeno raddoppiati (4.900 del 2004 verso 8.773 del 2019). L’aumento delle presenze delle suddette nazionalità è dovuto all’immigrazione di massa dell’ultimo decennio.

I nigeriani, in pratica, li ha traghettati quasi tutti il Pd con Mare Nostrum e le Ong dal 2013 in poi.

Stiamo creando piccole Gaza sul nostro territorio ‘grazie’ al delirante e criminale progetto targato PD-Vaticano di ‘ripopolamento’ del territorio. L’ultimo campanello d’allarme è quanto accaduto ieri notte a Ferrara.

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“Bande di immigrati si stanno appropriando di intere aree del territorio italiano e si stanno preparando alla guerriglia etnica in stile africano”
“Gruppi di migranti nigeriani che in un primo momento collaboravano con le mafie per lo sfruttamento della prostituzione ed il traffico delle droghe, ora stanno organizzando bande paramilitari per controllare il territorio italiano”, questo si leggeva in un articolo del “Times” del 29 giugno 2017.

Il territorio italiano è ormai a forte rischio di “tribalizzazione territoriale”. In alcune zone, come Castel Volturno e il quartiere GAD di Ferrara, questa è già realtà: bande di migranti si sono appropriate di aree e le difendono come usano fare nelle zone di provenienza già attraversate da guerre civili e atavici conflitti tribali.

Nel 2017, ultimo dato disponibile, i nigeriani hanno commesso in Italia ben 12.387 reati. Circa il 20 per cento di tutti i crimini commessi da immigrati. Parliamo di numeri abnormi se consideriamo che i nigeriani residenti in Italia sono ‘solo’ 110mila. Significa che circa il 12% dei nigeriani residenti in Italia è un delinquente. Se gli italiani avessero la stessa propensione al crimine, avremmo 6 milioni di criminali: un inferno.

Come del resto stanno trasformando l’Italia in un inferno. Del resto i loro governanti ci avevano avvisato:

Presidente Nigeria: “Non date Asilo a Nigeriani, sono delinquenti”

Se pensiamo dei 117mila nigeriani residenti in Italia, quasi 100 mila, dei quali oltre 40 mila arrivati sui barconi, sono entrati dal 2013 in poi, avrete il senso di quello che ha combinato il PD: è come se avessero traghettato un esercito ostile in Italia. L’esercito della mafia nigeriana.

Quello che è accade nelle nostre città. Quello che è accaduto alla povera Pamela. E quello che dovrà ancora accadere, è figlio delle politiche Pd di questi ultimi anni. E’ figlio della politica dei porti aperti.

E allora cosa fare? Espulsioni di massa affidate all’esercito, perché qui siamo in guerra con la mafia nigeriana.

A Ferrara domina la confraternita della mafia nigeriana dei “Vikings”, la stessa presente nel famigerato CARA di Mineo. Chiuso da Salvini, che ora il governo abusivo vorrebbe riaprire.

Gruppi famosi per i rituali di iniziazione. Non a caso i gruppi vengono definiti “cultisti”, proprio perché utilizzano alcuni riti derivanti da culti locali e tribali: sgozzano gatti e ne bevono il sangue. Ma alcuni clandestini parlano di sacrifici umani sui barconi.

Le bande nigeriane imperversano in tutta Italia e hanno a Castelvolturno, in Campania, una delle loro roccaforti. Dove è presente un esercito di immigrati: quindicimila soldati che spacciano, minacciano, trafficano organi e hanno praticamente potere di vita e di morte sugli altri africani, a partire dai ghanesi e dagli ivoriani.

I nigeriani affiliati alla delinquenza in tutta Italia sono decine di migliaia, arrivati con i tristemente noti barconi degli scafisti e con le navi delle Ong.

Dice la direzione antimafia: “I gruppi criminali nigeriani operano su buona parte del territorio nazionale, comprese le regioni ove risulta forte il controllo della criminalità endogena, come nel caso della Campania e della Sicilia. Da sempre attivi in Piemonte, Veneto e Campania, hanno progressivamente esteso la loro presenza criminale anche in altre aree del territorio nazionale, quali le regioni adriatiche (in particolare Marche ed Abruzzo), la Capitale, le due isole maggiori e, più recentemente, in Puglia“. Che altro si deve aspettare?

Serve una bonifica militare del territorio. Perché la mafia nigeriana, il suo esercito traghettato in Italia da PD e Ong, ci ha dichiarato guerra.




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