Informazione online, in arrivo la censura targata Ue

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La guerra per il futuro si combatte su internet. I padroni del discorso sono terrorizzati. Prima venne l’invenzione della stampa, e sottrasse il monopolio della diffusione della cultura alla Chiesa. Ma fu una rivoluzione monca, perché questo privilegio se lo comprarono i ricchi. E così è stato fino a pochi anni fa, quando questo oligopolio è crollato con la nascita di internet prima e dei social poi: questo ha liberato davvero l’informazione, rendendo possibile la comparsa dei media indipendenti e che Vox, ad esempio, diventasse più diffuso di tutti i media italiani ufficiali tranne pochi colossi comunque non troppo lontani:

Vox è il 5° giornale più condiviso dagli italiani: il primo giornale sovranista d’Italia

Come hanno risposto i padroni del discorso a questa minaccia per il loro controllo dell’informazione? Prima hanno inventato la bufala delle ‘fake news’, arruolando leccapiedi venezuelani. Ma non basta, perché il popolo ha più testa del previsto. Poi hanno imposto il taglio della pubblicità sui siti non allineati, ma non hanno fatto altro che farci un favore, eliminando quelli che lo facevano solo per soldi. Ora giocano la carta della repressione pubblica, ovviamente per ‘proteggervi’ dal cosiddetto ‘odio’:

Facebook non è un media tradizionale e neanche una compagnia di telecomunicazioni: sta nel mezzo. È questo il punto di partenza per Mark Zuckerberg per trovare regole condivise che combattano disinformazione e violenza verbale sul Web. Regolamentazione a cui sta lavorando l’Unione europea, col “Digital Service act”, e i cui commissari per la prima volta hanno descritto un Mark Zuckerberg “più allineato con l’approccio europeo su diversi aspetti normativi”, in particolare sulla responsabilità dei social, dopo averlo incontrato a Bruxelles. Fra loro Thierry Breton, commissario europeo per il mercato interno.”Le piattaforme online e in particolare la sua, ora hanno una responsabilità evidente, nei confronti dei nostri cittadini, di tutti noi utenti di queste società e anche nei confronti della democrazia”, ha detto, ammonendo:”Se tutte le piattaforme che operano in Europa non rispetteranno le nostre condizioni saremo obbligati a intervenire, e più severamente. Abbiamo un veicolo legislativo, il Digital service act, che sarà presentato a fine anno, e conterrà le misure che potranno essere vincolanti”.Contestualmente Facebook ha presentato un “White paper”, con le sue linee guida sul complicato tema della regolamentazione dei contenuti, a partire dalle procedure che le aziende dovrebbero mettere in atto per bilanciare sicurezza, libertà di espressione e altri valori.

La Ue non è riformabile, Salvini. Dillo anche a Giorgietto.




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