Open Arms ammette: “Dovevamo sbarcare in Italia per sconfiggere Salvini” – VIDEO

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Vogliono processare Salvini, ma loro hanno ammesso candidamente di avere scelto l’Italia come attacco politico. Se il Senato dà il via libera anche a questo processo, diventa complice di un attacco politico all’Italia.

All’affondo del segretario leghista:

“Da Open Arms attacco all’Italia”: ecco le prove di Salvini contro l’Ong

E’ arrivata la replica di Open Arms, infatti, commentando la memoria difensiva di Salvini, sostiene: “Le convenzioni internazionali sono molto chiare su questo punto, non è affatto il Paese di bandiera a dover coordinare i soccorsi ma piuttosto lo Stato nelle cui acque avviene il soccorso, il quale Stato, se anche non è in grado di assegnare un porto, deve comunque coordinare l’evento e indicare un porto sicuro, eventualmente sollecitando e coordinandosi con lo stato più vicino”.

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La Ong spagnola prosegue: “Sulla questione del divieto di ingresso in acque territoriali, la sospensione del Tar stabiliva l’incongruenza del divieto stesso. Non rappresentavamo alcun pericolo per la sicurezza dello Stato e ovviamente una volta stabilito questo, e concessa la possibilità di entrare in acqua territoriali, l’assegnazione di un porto sarebbe stata la conseguenza logica. Invece abbiamo dovuto aspettare giorni a poche centinaia di metri dalle coste di Lampedusa con le conseguenze fisiche e psicologiche che troviamo riportate nel provvedimento della Procura”. Insomma, gli attivisti pro-immigrazione sostengono che il ministero dell’Interno avrebbe dovuto assegnare loro un porto per sbarcare.

“I nostri avvocati e il comandante dalla nave in quei giorni reiteravano dunque la richiesta di sbarco senza ottenere alcuna risposta. È proprio per questo che la Procura ha deciso di aprire un’indagine per sequestro di persona”, aggiungono ancora gli iberici, che infine puntualizzano sull’operato anche dell’esecutivo spagnolo: “L’offerta di Madrid inoltre è arrivata dopo venti giorni di stallo in mezzo al mare. Con le persone a bordo fisicamente e psicologicamente stremate avremmo dovuto affrontare altri quattro giorni di mare per far sbarcare le persone in Spagna, un’opzione inaccettabile e che avrebbe messo in pericolo le persone salvate e l’equipaggio e avrebbe violato ancora una volta i loro diritti”.

Peccato che tutto questo cozzi con la realtà. Lasciamo perdere il fatto che i clandestini stavano benissimo e che se non sei in grado di navigare qualche giorno non stai settimane in Libia in attesa di clienti da trafficare, come la mettiamo con quanto detto da Oscar Camps, il trafficante umanitario fondatore di Open Arms, dopo lo sbarco.

I clandestini “non sono felici perché sbarcheranno a Lampedusa . Ma perché abbiamo sconfitto Salvini”.Con molta naturalezza aveva svelati i veri obiettivi del traffico. Obiettivi politici.

La destabilizzazione politica dell’Italia. Per di più, in una situazione critica come l’attuale: questa è eversione. Non si capisce perché nessun magistrato arresti Oscar Camps e i suoi per associazione sovversiva.

A questi dei clandestini non frega nulla. Sono mezzi per un fine politico. Ma processano Salvini!




4 pensieri su “Open Arms ammette: “Dovevamo sbarcare in Italia per sconfiggere Salvini” – VIDEO”

  1. Tutti figlioli prodighi di ritorno pronti a ricevere il dono del perdono

    fratelli da amare, ma è meglio gettarli a mare

    attenzione all’inquinamento però, meglio prima passare questo fraterno liquame fetente e virale, in un buon impianto di depurazione-smaltimento tossici-nocivi.

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