Il piano del governo: via i decreti Salvini, più immigrati e cittadinanza sprint

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Il governo abusivo accelera nel tentativo di destrutturare la società italiana. Quel processo che era stato interrotto durante i quattordici mesi di Salvini al Viminale.

Il Pd ha fretta di tornare a foraggiare questi personaggi:

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E creare un esercito di nuovi elettori che faccia il lavoro che gli italiani non vogliono più fare: votarli.

Non solo una sanatoria per quasi 700mila clandestini che poi, nei loro piani, dovrebbero diventare italiani il prima possibile. Ma anche il ripristino della famigerata ‘protezione umanitaria’ abolita da Salvini che negli anni precedenti aveva trasformato centinaia di migliaia di clandestini in finti profughi per foraggiare le coop. Tutto carburante per il busieness dell’accoglienza.

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Ora, come annunciato da Lamorgese, il governo è pronto a ‘rivedere’ i decreti sicurezza e, tra le misure principali, c’è quella di ripristinare questa forma di ‘asilo’ che esisteva solo in Italia. Per il motivo che tutti capite.

Da questa base, il governo starebbe lavorando alla reintroduzione della protezione umanitaria, una categoria quest’ultima abolita già nel primo dei due decreti sicurezza. Si tratterà di un ritorno al passato: riguarderà anche nigeriane incinte e soggetti che manifestano disagi psichici. Tipo Kabobo. Invece di rimandarli a casa, li mettiamo in hotel e liberi di picconare ignari passanti nelle nostre città.

Se tenete conto delle statistiche, capite bene che parliamo di migliaia di ‘richiedenti asilo’ che, nella realtà, sono clandestini da rimandare indietro. E il fatto che siano ‘pazzi’ sarebbe un motivo in più per farlo. Non certo per accoglierli a spese dei contribuenti.

Le Coop con la chiusura dei porti e l’abolizione della protezione umanitaria avevano perso 60 mila clienti in 14 mesi di Salvini. Altri ne hanno persi nei mesi successivi e ancora oggi perché l’effetto è a lungo termine. E allora ecco l’idea: ripristinare questa forma di asilo per finti profughi come i nigeriani, i pakistani e i bengalesi.

Lamorgese non sorprende. Quando era prefetto:

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Questi vanno al governo senza elezioni, e vogliono approfittarne per distruggere per sempre l’equilibrio etnico della Nazione: sbarchi, regolarizzazioni e ius soli. Sono criminali politici.

Vanno fermati. Con ogni mezzo.

“Sui decreti Sicurezza stiamo lavorando tenendo conto dei rilievi formulati dalla Presidenza della Repubblica e molto presto presenterò la proposta di un testo agli esponenti della maggioranza. Quindi non posso entrare nel merito delle modifiche che sono sottoposte non solo a una valutazione tecnica ma anche a una verifica politica”. In una lunga intervista a Il Foglio, il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, dice di credere “molto nell’integrazione” e che abbandonare le persone “senza offrire loro una prospettiva alimenta il rischio che vengano attratti dai circuiti criminali. Se i migranti si sentono rifiutati dallo Stato, tra l’altro, si corre anche il rischio che rispondano al richiamo della radicalizzazione”. Però, sottolinea la titolare del Viminale, per sostenere un’efficace integrazione c’è bisogno “di risorse adeguate” e per questo motivo il Viminale, “davanti a una grave situazione in cui i bandi di gara andavano sempre deserti a causa di tagli lineari, ha riconosciuto ai prefetti la possibilità di aumentare in modo flessibile, a seconda delle diverse esigenze territoriali, i fondi da destinare ai servizi per i migranti”.

Decreti sicurezza, Lamorgese: “Questo governo non ha mai bloccato le navi in mare”
Poi Lamorgese snocciola il lungo elenco dei dati e dei risultati ottenuti in questi mesi, anche in rapporto al lavoro dei ministri che l’hanno preceduta, e il risultato più significativo è stato “Il maggiore coinvolgimento dell’Europa nella gestione del fenomeno dell’immigrazione” anche “per raggiungere l’accordo di Malta del 23 settembre, i cui effetti sono stati visibili a partire dal mese di ottobre”. Sul processo al suo predecessore Lamorgese non intende rispondere perché “ogni ministro segue una sua linea a cui poi è chiamato a rispondere” né dire come avrebbe votato in quanto “non sono né un deputato né un senatore” aggiunge limitandosi ad osservare che “la magistratura verificherà se il diritto internazionale è stato osservato o meno. Bisognerà stabilire se il ministro ha assunto un determinato comportamento per ragioni di sicurezza nazionale”. Sulla sua condotta in materia di immigrazione dichiara invece che “questo governo non ha mai bloccato le navi in mare e non ha mai rifiutato l’assegnazione di un porto sicuro a chi lo ha richiesto secondo le convenzioni internazionali” anche “grazie all’Europa, che con la Commissione si muove già prima dello sbarco, siamo stati in grado di gestire senza clamore mediatico tutte le fasi che precedono l’approdo delle navi nei porti”.




3 pensieri su “Il piano del governo: via i decreti Salvini, più immigrati e cittadinanza sprint”

  1. “Quel processo che era stato interrotto durante i quattordici mesi di Salvini al Viminale.”: più che di interruzione parlerei di sospensione temporanea. Purtroppo questo governo terminerà il quinquennio legislativo, e da qui al 2023 chissà quanti danni combinerà. Povera Patria.

  2. L’Italia é già rovinata così, se arrivano in fondo non esisterà più.Purtroppo c’è pieno di coglioni con la testa nella sabbia e il culo fuori che si osti ano a non voler vedere ne sentire!
    Se corona chan arriva li riconosceremo subito, saranno quelli con lo sguardo incredulo!

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