Decreti Sicurezza: il governo riapre la mangiatoia e si spacca, non c’è accordo per eliminarli

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Dopo tre ore di riunione si è concluso con un sostanziale nulla di fatto il vertice di governo che doveva abolire i decreti Salvini su sicurezza e immigrazione. Fin dall’inizio il Partito democratico era arrivato a Palazzo Chigi chiedendone l’abolizione. Ma sulla questione non è stata raggiunta l’intesa.

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A dividere – pare – sarebbero soprattutto gli accordi con la Libia e le multe alle ong. “Noi chiediamo che vengano eliminate”, ha spiegato Gennaro Migliore (Iv), “Chi salva vite umane non può essere multato, mentre siamo più che d’accordo sull’assunto che i trafficanti di vite umane debbano essere duramente repressi”.

Ma i 5Stelle – che quei decreti li hanno firmati e poi votati – svelano come al centro dello scontro ci siano anche i permessi umanitari: “Bisogna lavorarci, bisogna capire come modificarli perché su questo non c’è una convergenza di vedute totale”, dice il grillino Giuseppe Brescia.

Dal canto suo, il viceministro Mauri sottolinea come sia importante per il governo “intervenire anche più complessivamente sulla gestione dei flussi migratori”. “Prima dei decreti la gestione non era perfetta, i decreti su alcuni aspetti – come l’integrazione – l’hanno peggiorata”, sostiene, “Noi abbiamo l’obiettivo non tanto di cambiare questo o quello ma di offrire agli italiani una politica più efficiente sul tema immigrazione. Questo è il nostro obiettivo, questo è l’obiettivo del governo, questo è quello che faremo”.

Su una cosa invece sembra siano tutti d’accordo: il ritorno della mangiatoia, il famigerato Sprar, il sistema di accoglienza smantellato da Salvini e di cui si era fatto paladino l’ex sindaco di Riace, Mimmo Lucano. “È un punto fondamentale” , dice Brescia, “È stato cambiato con primo dl sicurezza e sta creando tensioni sociali sul territorio”. Che tradotto significa che le Coop non hanno abbastanza clienti, e allora i clandestini che il Pd camuffava da profughi, come quello con l’ascia di oggi, devono tornare ad esserlo. Per foraggiare il business dell’accoglienza.

Questi parassiti che insieme non fanno il totale della Lega vogliono dire agli italiani cosa fare, rovesciando il concetto stesso di sovranità.

Il M5s ha guardato gli ultimi sondaggi:

“Ciò che può essere migliorato, perfe-
zionato, incontrerà il nostro pieno ap-
poggio. Affrontiamo tutti insieme la
materia in modo razionale, senza alcun
approccio ideologico: i decreti sicu-
rezza hanno rappresentato un grande
passo in avanti”.

Lo afferma Vito Crimi, capo politico
del Movimento 5 Stelle e vice ministro
dell’Interno, che a Palazzo Chigi ha
partecipato al tavolo su sicurezza e
immigrazione. “Non vanifichiamo gli ef-
fetti positivi”, sottolinea: “Andiamo
avanti con spirito collaborativo”.

Non sanno cosa e come fare. Prendono solo tempo. Ma il baratro è vicino.




Un pensiero su “Decreti Sicurezza: il governo riapre la mangiatoia e si spacca, non c’è accordo per eliminarli”

  1. Manica di schifosi!!!Con tutti i cazzi che avete causato al paese sempre di import di negri confabulate?La ricetta ce l’ho io!Tutti fuori dai coglioni!Zero aiuti a chi non é italiano doc, co fisca di tutti i beni delle coop, chiusura blindata delle frontiere, cancellazione di ogni movimento di sinistra e riduzione di parlamentari e senatori ad 1 unità.Niente portaborse, anzi, niente palazzi e stipendi non oltre i 1000 euro SENZA tredicesima infine annullamento reddito di cittadinanza.

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