Coronavirus, proteste cittadini contro ‘rientro’ 2500 immigrati cinesi in Toscana

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“L’arrivo dei 2.500 cinesi di rientro dalla Cina in Toscana espone la nostra regione ad un rischio altissimo. Mi auguro che il governatore Rossi, e così il suo staff, abbiamo valutato attentamente il momento di inevitabile apprensione che la comunità toscana sta vivendo in queste settimane”. Così il senatore di Forza Italia Massimo Mallegni commenta la notizia del rientro di 2.500 cinesi in Toscana dopo il Capodanno cinese.

Mallegni ha ricevuto, in queste ore, come informa una nota, “decine e decine di telefonate e messaggi di cittadini preoccupati ed intimoriti dalla possibilità che il coronavirus possa arrivare anche nella nostra regione”.

“Condivido il messaggio di evitare psicosi ed allarmismo in questa fase ed almeno fino a che non ci saranno elementi certi su contagi ed eventuali contromisure. Ma condivido anche il fatto che, in questa fase, l’attenzione debba essere massima anche se significa fare qualche sacrificio. – commenta Mallegni – Il governatore Rossi avrebbe dovuto imporre, visto che ne ha potere, la quarantena obbligatoria per chi rientra dalla Cina. E solo dopo consentire il ritorno alle loro case e alla vita normale. Siamo di fronte ad una minaccia di cui si conosce solo il nome ma non ancora i reali effetti sulla popolazione. Credo che la quarantena obbligatoria – conclude il tre volte sindaco di Pietrasanta sia una misura necessaria ed anche comprensibile. Il governatore sta esponendo la nostra regione ad un rischio altissimo”.

La maggior parte – come riferito dal deputato toscano Giovanni Donzelli ad Agorà – proviene dalla provincia Zhejiang, quarta regione cinese per numero di casi accertati dell’epidemia. “Siamo preoccupati per i cinesi a Prato – ribadisce il meloniano a Rai3 – tornano da area infetta. Farli venire tutti insieme è preoccupante”.

Ad annunciarlo tutto bagnato era stato il presidente della Regione, Enrico Rossi.

La maggior parte dei cinesi – ha spiegato sempre Rossi (il 90 per cento ndr) – proviene dallo Zhejiang: zona dell’epidemia e quarta regione per numero di casi accertati del virus.

Si tratta di circa 2.000 cinesi abitanti a Prato e 500 a Firenze. Il presidente ha anche specificato che nella provincia cinese di Zhejiang risultano ufficialmente “1.162 casi di contagio ad oggi”. In realtà i dati ufficiosi moltiplicano tutti i numeri ufficiali cinesi per 100. Ma, anche affidandoci ai dati del governo cinese, è folle fare entrare in Italia da una delle zone del contagio a migliaia di individui.

Perché permettiamo il rientro di una massa tale di cinesi dalle zone infette? Perché Niccolò è arrivato su una barella di bio-contenimento, e loro invece arriveranno belli liberi? E’ scandaloso:

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